Sabato, 19 Giugno 2021
Cronaca

Preghiere, lacrime e tortellini: è morta la moglie di Bruno Contrada

Si è spenta Adriana Del Vecchio, napoletana, moglie del superpoliziotto, ex numero 3 del Sisde e capo della Mobile di Palermo. Fino alla fine è stata vicino al marito. Di lei si ricorderanno i disperati appelli lanciati con la voce strozzata e il tono straziante per il suo "amato Bruno"

Adriana Del Vecchio con il marito Bruno Contrada - foto Corriere della Sera

Fino all'ultimo è rimasta vicino al marito, dopo 60 anni di matrimonio. Adriana Del Vecchio, napoletana, moglie di Bruno Contrada è morta ieri. Era malata da tempo. Di lei si ricorderanno i disperati appelli lanciati con la voce strozzata e il tono straziante per il suo "amato Bruno", il superpoliziotto, l' ex numero 3 del Sisde, capo della Mobile di Palermo, e capo della sezione siciliana della Criminalpol. Tante volte Adriana Contrada era stata intervistata, spesso si era vista attorniata da una selva di cronisti. E parlando talvolta ad alta voce, quasi gridando, sotto le luci delle telecamere, aveva schivato le accuse contro il marito. Poi le preghiere, le lacrime e le lettere ai magistrati.

Arrestato il 24 dicembre 1992, Contrada, che si è dichiarato estraneo al reato, in un primo tempo assolto in appello, è stato condannato in via definitiva nel 2007 a 10 anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa. Nel 2011-12 venne respinta la richiesta di revisione del processo e sempre nel 2012 finì di scontare la pena. La moglie Adriana era sempre rimasta al suo fianco. Fino alla fine, nella casa di Palermo.

"Caino è un collega di mio marito - disse una sera di 24 anni fa -. E' lui che ha voluto che Bruno finisse in galera... E' qualcuno che ha capito che la Sicilia poteva essere usata come trampolino di lancio per fare carriera. Quando mio marito e Boris Giuliano lottavano veramente contro la mafia, c'è stato qualcuno che ha intuito che da qui, in Sicilia, poteva raccogliere gloria e potere. Bastava usare la Sicilia e l'antimafia come uno sgabello e salirci sopra. Ma non ha trovato il campo libero perché c'era Bruno Contrada che era più avanti nei ruoli. Doveva eliminarlo... Questo Caino era in grado di sfornare contro mio marito un “pentito” al giorno...".

Quando il marito uscì dal carcere, Adriana Del Vecchio - per il ritorno a casa del suo uomo - preparò soltanto tortellini in brodo. Una strana scelta, visto che era un pomeriggio di fine di luglio. Che lei motivò così: "Quando vennero a prenderselo, stavo preparando tortellini in brodo. Era la vigilia di Natale del 1992. Ricominciamo da dove ci hanno interrotto". La funzione funebre si terrà questa mattina alle 10 nella chiesa San Tommaso d’Aquino.

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