"Cristiani e musulmani nei secoli", in un libro di monsignor Crociata l'affresco delle due religioni

Il volume è stato presentato a Montelepre dai professori Antonio Fundarò e Bartolo Sammartino, che parlano di "operazione verità"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Presentato nel salone delle conferenze della chiesa di Santa Rosalia, in Montelepre, il volume "Cristiani e musulmani nei secoli..: affresco delle due religioni monoteiste e dei loro incontri e scontri", relatori il prof. Bartolo Sammartino, docente e il prof. Antonio Fundarò, docente di "Storia della Filosofia Contemporanea" nell'Università degli Studi di Palermo.

A porgere i saluti don Santino Terranova, parroco di Santa Rosalia, e il comm. Pierfrancesco Mistretta, delegato del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, rappresentato, per l’occasione, dai professori Cav. Giancarlo Martorana, Cav. Vincenzo Bussa e Comm. Antonio Fundarò, dall’avvocato Cav. Mario Antonio Vitiello, dal dottore Cav. Salvatore Biondo, dal dottore Cav. Antonio Patti, da Mons. Michele Antonino Crociata e da Don Santino Terranova, entrambi cavalieri di grazia ecclesiastica.

"Cristiani e Musulmani nei secoli..." è il libro di storia e di attualità di Mons. Antonino Michele Crociata, edito da Dario Flaccovio nel 2018, che analizza un problema complesso e da sempre irrisolto; un evento epocale, che ancora oggi assilla il mondo e, in particolare, l'Italia e l'Europa dopo le inondazioni barbariche (secoli II-V d. C.) e dopo gli incontri e scontri, spesso catastrofici, degli ultimi 14 secoli. Nel presentare l’opera e nell’evidenziarne l’attualità sostanziale, politica, filosofica, il professore Antonio Fundarò ha fatto presente come la «Chiesa, ormai da molti decenni, fa di tutto per promuovere e sviluppare il dialogo ecumenico e quello interreligioso. Essa, in quanto “società universale”, non ha infatti confini territoriali, né etnici, né socio-culturali e per lei il concetto stesso di “straniero” è inconcepibile. Agisce, pertanto, alla luce di una sua propria missione “globale”, che mira a fare di tutti i popoli una sola famiglia, la famiglia dei figli di Dio e, per esplicito mandato ricevuto da Cristo, tende all’evangelizzazione di tutte le genti, anche se non ha una soluzione politica o tecnica a problemi complessi come quelli dell’emigrazione e dell’immigrazione, questioni divenute ormai epocali, che devono rispondere alle diverse esigenze delle famiglie emigranti così come a quelle delle società ospitanti».

«L’uscita dell’Islam dal corpo geografico storicamente acquisito e il suo trapiantarsi in Europa è, infatti, - continua il professore Fundarò - un “evento” da non sottovalutare. Tanto che monsignor Crociata, nel solco dell’intendimento del santo Pontefice, propone alcuni spunti di riflessioni e individua, negli Stati, i responsabili delle scelte d’integrazione e della possibile integrazione che si deve proporre e porre in essere».

Perché Mons. Michele Antonino Crociata, come ha sottolineato il professore Bartolo Sammartino «è indubbiamente un uomo capace di guardare il Cielo con i piedi sempre piantati a terra e, soprattutto, con la schiena dritta, cioè mai succube delle correnti di pensiero e dello spirito dei tristi tempi che viviamo, anche se ciò gli ha provocato talvolta la diffidenza e il fastidio di un certo establishment clericale. Sa bene, infatti, di non potere fare altrimenti e prima ancora lo ha ripetutamente dimostrato in molte altre sue opere, rivelando la capacità di indicare la strada del ritorno al reale, respingendo la paura dell’uomo moderno di dire verità scomode e sgradevoli, a partire dalla difesa chiara e irriducibile della bellezza della famiglia fondata sul matrimonio indissolubile tra un uomo e una donna (tertium non datur), così da non permettere, in ultima istanza, che il timore dell’uomo si sostituisca al timor di Dio».

Al termine della presentazione del volume, è stata consegnata, da parte del nobile Comm. Pierfrancesco Mistretta, in rappresentanza del delegato vicario del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio della Sicilia, il dott. Antonio Di Janni, al sovrintendente capo della Polizia di Stato Angelo Cagnino la benemerenza della medaglia di bronzo dell’Ordine, per gli speciali meriti professionali di questo uomo dello Stato che si è contraddistinto in numerose importanti operazioni di polizia. Sempre a conclusione del partecipato pomeriggio, il cavaliere Salvatore Biondo, presidente della Deputazione dell’Urna del Cristo Morto di Montelepre, ha nominato Socio Onorario della stessa confraternita il professore Bartolo Sammartino. Un saluto particolarmente efficace è stata offerto dall’autore dell’opera, Monsignore Antonino Michele Crociata che, per nulla discostandosi dal messaggio evangelico voluto dal Santo Pontefice, e conscio del grande ruolo che hanno i cattolici in questo percorso, ha affermato che «le religioni, tuttavia, essendo molto diverse fra loro, determinano eventi storici dissimili. Una religione, infatti, non vale l’altra, e purtroppo a volte una è contro l’altra, e, a partire da tale consapevolezza, appare molto saggio considerare e auspicare che le religioni, restando tuttavia ognuna se stessa, sviluppino sempre di più un dialogo di reciproca comprensione e di attiva collaborazione a favore della solidarietà e della pace nel mondo; fattori che inequivocabilmente determinano anche sviluppo sociale, culturale ed economico per tutti i popoli. È proprio dall’assenza di questa vicendevole accettazione e dal mancato rispetto delle diversità che spesso derivano guerre, sperequazioni di ogni tipo e indescrivibili infelicità esistenziali, fenomeni che oggettivamente abbrutiscono il mondo e rendono invivibile la terra».

Al termine dei lavori, molti dei presenti si sono spostati in Chiesa per assistere alla celebrazione eucaristica nella 33esima domenica ordinaria. Alla Celebrazione Eucaristica, a Montelepre, nella Parrocchia di Santa Rosalia, presieduta da monsignor Michele Antonino Crociata, cavaliere di Grazia Ecclesiastica dello SMOC di San Giorgio, concelebrante Don Santino Terranova, cavaliere di Grazia Ecclesiastica dello SMOC di San Giorgio e parroco di Santa Rosalia era presente una delegazione del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio rappresentata dal comm. Pietro Francesco Mistretta, dal comm. Antonio Fundarò, dal cav. Mario Vitiello, dal cav. Vincenzo Bussa, dal cav. Giancarlo Martorana, dal cav. Antonino Patti, dal cav. Salvatore Biondo, in rappresentanza anche della Deputazione dell'Urna del Cristo Morto di Montelepre. La santa Messa era dedicata ad un cittadino illustre di Montelepre, Girolamo Biondo, morto solo otto giorni fa, che lega il suo nome alle tante opere artigianali realizzate e alla sua profonda devozione alla Madonna.

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