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Omicidio Licari, chiesto l'ergastolo per Muratore: a incastrarlo le tracce del dna

La Procura ha chiesto la massima pena per il 79enne. E' accusato di aver ucciso per futili motivi nel 2013 Baldassare Licari, capocantoniere in pensione di 64 anni e originario di Borgetto

Ergastolo. Questa è la pena richiesta stamattina dalla Procura per Antonino Muratore, 79 anni, accusato di aver ucciso per futili motivi Baldassare Licari, capocantoniere in pensione di 64 anni e originario di Borgetto. La vittima venne freddata a colpi di pistola nel novembre del 2013, nel suo casolare nelle campagne tra Montelepre e Partinico. Il cadavere venne ritrovato a poca distanza, a bordo di una Seicento, intestata alla figlia.

A incastrare l'imputato vi sarebbe il dna lasciato su una tazzina di caffè: prima dell'omicidio, infatti, Licari avrebbe preparato il caffè per tre persone. Alla base del delitto - secondo il sostituto procuratore Dario Scaletta, che ha coordinato le indagini - vi sarebbero degli screzi legati in particolare all'installazione di un recipiente per l'acqua.

In base alla ricostruzione degli inquirenti, dopo una lite, Licari sarebbe stato ferito a colpi d'arma da fuoco e avrebbe tentato una disperata quanto inutile fuga. A sparare sarebbero state due armi diverse. Muratore inizialmente negò di conoscere la vittima, mentre in aula, davanti alla Corte d'Assise, ha sostenuto che "eravamo amici", respingendo l'accusa di averli ucciso. Inoltre, secondo i suoi difensori, gli avvocati Vincenzo Lo Re e Fabrizio Biondo, la traccia di dna sulla tazzina potrebbe essere una prova della presenza di Muratore nel casolare, ma non sufficiente per sostenere una sua responsabilità nell'omicidio.

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