Cronaca Montepellegrino

Oltre 600 massi a rischio caduta: nel 2013 i lavori su Monte Pellegrino

Dovrebbe essersi definitivamente sbloccato l'appalto per la messa in sicurezza del costone roccioso della montagna fermo da cinque anni. A fine anno, infatti, si otterrà l'affidamento dei lavori, a gennaio il via all'opera

Masso staccato da Monte Pellegrino

Sono oltre 600 i massi che rischiano di staccarsi dal costone roccioso di Monte Pellegrino per finire a valle. Un dato vecchio e che deve essere aggiornato, sicuramente, in negativo considerata la natura calcarea delle rocce della montagna, ma che bisogna tener presente per comprendere la pericolosità della zona interdetta al cimitero di Santa Maria dei Rotoli e con essa tutta la parte sottostante la montagna palermitana.

A fornire queste è stato Giuseppe Riccio, ingegnere Rup del procedimento interventi sul costone roccioso di Monte Pellegrino che ha fornito anche una serie di elementi per comprendere al meglio i passaggi burocratici che dovrebbero consentire all’inizio del nuovo anno di cominciare i lavori di consolidamento. Il condizionale in questi casi è d’obbligo. Stiamo, infatti, parlando di un appalto bloccato da cinque anni. “Nei prossimi giorni – ha detto Riccio – stipuleremo il contratto con la ditta aggiudicataria con l’ufficio lavori.

Ci vorranno poi altre due settimane perché la direzione dei lavori verifichi se il progetto è ancora attuale e immediatamente dopo la ditta inizierà le opere per il consolidamento delle pareti della montagna. Se non intervengono fatti imprevisti entro la fine dell’anno ci sarà la sottoscrizione del contratto e per l’inizio del 2013 gli operai saranno a lavoro. In 2 anni, poi, potremo restituire alla libera e sicura fruizione il cimitero”. La previsione progettuale prevede la posa in opera di barriere paramassi per permettere ai rocciatori di collocare le reti per imbracare i massi pericolanti.

“E’ questa – ha confermato Riccio – la corretta sequenza per garantire la massima sicurezza ai cittadini. Nel 2002 sono stati individuati 600 massi pericolanti. In questi anni probabilmente il sistema di fatturazione si è evoluto in negativo. Tengo a precisare – ha concluso l’ingegnere . che gli interventi saranno effettuati in zone di estremo pregio naturalistico e messi a punto in modo tale da non interferire pesantemente con la riserva naturale”.

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