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Il cartello sistemato davanti alla scuola

Il cartello sistemato davanti alla scuola

"Pericolo di morte": bambini in fuga dalla scuola, stop alle lezioni a Mondello

Siamo alle falde di Monte Pellegrino, istituto Borgese di via Cerere: i tecnici della Protezione civile hanno sistemato un cartello che parla di "possibile perdita di vite umane". I dirigenti: "Vicenda paradossale"

Un cartello davanti alla scuola: "Pericolo di morte", lo stop alle lezioni. Alle falde di Monte Pellegrino ci sta un popolo di ragazzini (400 in tutto) che ogni giorno convive con l'incubo. Tutta colpa di quei massi, che da lassù sono sempre una minaccia viva ed evocano brutti ricordi. Così la dirigenza correi ai ripari per evitare guai: scuola (è una media) chiusa a tempo indeterminata. Siamo tra Mondello e l'Addaura, nel plesso dell'istituto Borgese, in via Cerere.

E' una vicenda che sfiora il paradosso. Tutto inizia mercoledì mattina. I tecnici della Protezione civile sistemano dei cartelli, uno di questi proprio davanti alla scuola. "A causa del continuo 'rilascio' di massi, anche di notevoli dimensioni, provenienti dalle pendici del Monte Pellegrino - recita l'avviso comunale - quest'area è stata individuata come zona ad alto rischio dal piano per l'assetto idrogeologico. E' pertanto possibile la perdita di vite umane e gravi danni agli edifici e alle infrastrutture". Firmato: ufficio Protezione civile e sicurezza.

I piccoli studenti leggono incuriositi, i genitori avvertono i docenti. C'è poco tempo da perdere. La dirigenza si riunisce e decide che è meglio evitare rischi. No, impossibile andare avanti. Scuola non sicura, il plesso decide di chiudere. In attesa che il Comune completi tutte le procedure di messa in sicurezza. Qualche mese fa un masso rotolato dalla montagna piombò in una casa, uccidendo una donna.

"Paradossalmente senza quel cartello non sarebbe successo niente - spiegano dalla dirigenza della scuola a PalermoToday -. Bambini e genitori hanno letto l'avviso, altrimenti nessuno avrebbe notato il pericolo e se per caso fosse successo qualcosa la colpa sarebbe ricaduta su di noi per responsabilità oggettiva. Tra l'altro quel messaggio è stato 'piantato' senza che noi sapessimo nulla". Quattrocento alunni, più docenti e dirigenti, 18 classi, sei sezioni. Da lunedì questo "esercito" verrà spalmato tra la centrale a Villaggio Ruffini e l'altro plesso, il Santocanale, a Partanna Mondello. Con disagi e connessi, perché per far convivere questo fiume di studenti sotto gli stessi tetti, verrà rispolverato il metodo dei doppi turni. Conseguenza: alunni a scuola anche di pomeriggio.

Una vicenda ingarbugliata perché per il Comune la scelta di chiudere è stata presa dalla preside ed effettivamente non esiste alcuna ordinanza dell’Amministrazione. "E' tutto risolto", filtra dall'assessorato alla Scuola. E c'è di più: i locali non appartengono al Comune, ma sono stati presi in affitto e quindi, in linea teoria, spetterebbe al proprietario degli immobili effettuare gli interventi di manutenzione. La scuola Borgese di via Cerere intanto è chiusa da ieri mattina. Anche oggi niente lezioni. "Il nostro istituto si trova in un'area a forte dissesto idrogeologico - spiega un dirigente scolastico -. Vogliamo rassicurazioni da parte del Comune altrimenti la scuola non apre". Intanto partono i traslochi: "Gli strumenti musicali verranno trasferiti nella sede centrale, mentre il grosso dei documenti si trova già là. Faremo in modo che le attività didattiche continue". Alla ricerca di una complicata normalità.


 

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