Monreale, sparisce dalla galleria civica un dipinto di Madè donato nel 1983 in memoria del capitano Basile

Il probabile furto è stato evidenziato dal figlio dell'Artista palermitano, Rosario Lo Cicero Madè, Giornalista - Pubblicista, da 15 anni residente a Monreale, tra mille difficoltà, minacce, lettere anonime e problemi Giudiziari a suo favore risolti.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Monreale 29.06.2019 - "Credo che la misura sia colma - dice Rosario Lo Cicero Madè . anche se a Monreale, credetemi, non c'è un limite al disgusto ed alla indignazione. Non sono, almeno sino ad oggi, solo i comuni Cittadini - prosegue Rosario - a girarsi dall'altra parte ed a far finta di nulla. ma anche gli Amministratori, Ho infatti prontamente informato il Sindaco Arch. Alberto Arcidiacono, recandomi personalmente, per due volte, nel suo Ufficio di Gabinetto, con lui ho scambiato alcune e.mail ma, di fatto, almeno sino ad oggi, non ha ritenuto opportuno recarsi in Caserma per presentare quella che, a mio avviso, sarebbe una giusta denuncia.

Dal mio canto ho informato anche, attraverso i Social, gli Assessori Rosanna Giannetto e Nicola Taibi; il Presidente del Consiglio Marco Intravaia, il responsabile della lista "Mosaico Monreale" Roberto Gambino, l'ex Sindaco ed oggi Consigliere Comunale Avv. Pietro Capizzi, i Consiglieri Giuseppe Romanotto ed Antonella Giuliano e persino il Comandante della locale Stazione Carabinieri, Mar. Salvatore Biddeci ma, tutto tace e, fatto per me molto emblematico, solo uno dei tre Quotidiani on line locali, MonrealePress diretto da Giorgio Vaiana, ha riportato la notizia. E' - prosegue Madè jr - il solito muro di gomma, da me già sperimentato anni addietro, quando scopersi la sparizione di tre disegni di Pietro Buttitta e di una lito di Tono Zancanaro, indebitamente inseriti dal Comune, allora guidato dal Sindaco Avv. Salvatore Caputo, nella "Donazione Franco Nocera".

Per quel acclarare il furto citato - dice ancora Lo Cicero Madè - dovetti affrontare un processo in sede Civile, poi vinto ed addirittura un processo di sede Penale, nel quale venni io stesso accusato di furto per trarne profitto, dal quale, grazie anche alla difesa dell'Avv. Carmelo Cordaro, venni naturalmente assolto perchè il fatto non sussiste". Sempre lo stesso Rosario Lo Cicero Madè ci racconta come ha scoperto il furto di oggi "attraverso alcune foto del nostro archivio che ritraevano mio padre, allora meno che trentenne, nell'Aula Consiliare di Monreale, accanto agli Amministratori di allora, sono venuto a conoscenza di alcune delibere, una delle quali ha portato, grazie anche a due impiegati dello stesso Comune, Roberto Cervello e Tony Corso, al ritrovamento di un dipinto firmato Madè che avrebbe dovuto trovarsi nella Galleria Civica Giuseppe Sciortino e che invece, inspiegabilmente, si trovava, privo di ogni custodia, appeso alla parete della poco vigilata scalinata della Delegazione di Pioppo. Segnalai il fatto - prosegue Rosario - e l'allora Sindaco Piero Capizzi, a pochi giorni della elezioni, lo fece riportare all'interno del Complesso Monumentale Guglielmo II.

Diversa la situazione del dipinto che sembra esservi volatilizzato nel nulla, questo - Racconta ancora Rosario - venne donato, il 4 maggio 1983, attraverso la delibera 1915/S. al Comune di Monreale, in occasione del terzo Anniversario dell'omicidio del Cap. Emanuele Basile, tanto che la delibera citata, lega la donazione, la mostra di Madè allora esposta nell'Aula Consiliare, alla posa della lapide che in Via Novelli, ricorda l'uccisione per mano mafiosa, dell'Ufficiale dell'Arma e questo perchè, proprio il 4 maggio 1980, il Cap. Emanuel Basile, con moglie e figlia in braccio, entrò, sempre nell'Aula Consiliare di Monreale, per visitare la mostra di mio pare lì allora esposta, soffermandosi, poche ore prime che venisse ucciso, a parlare amabilmente con noi". Rosario Lo Cicero Madè non si ferma e conclude "credo che le continue sparizioni di dipinti, disegni, opere grafiche ed in passato anche di qualche scultura, da quella Galleria Civica, confermino che la vigilanza è precaria e che le opere, senza alcuna delibera preventiva, si spostano da una parete all'altra e da un locale Comunale all'altro, senza adeguate motivazioni e coperture assicurative. In passato ho visto persino sfregiato un dipinto di mia proprietà, perchè appiccicato alla parete di Villa Savoia con l'adesivo da imballaggio ed anche in quella volta, Funzionari e Amministratori, fecero quadrato per difendere e proteggere chi aveva compito l'atto, mentre al sottoscritto, proprio in quel periodo, giunsero, anche a causa della riqualificazione di Chiasso Beato Pino Puglisi, nel quale mi ero impegnato, due minacciose lettere anonime, speditemi da Roma. Affido a PalermoToday questa mia memoria, affinche' la diffonda e la porti a conoscenza dell'opinione pubblica".

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