Sabato, 19 Giugno 2021
Cronaca

Monreale, maxi operazione antidroga: undici arresti

Smantellati dai carabinieri due gruppi: uno dedito allo spaccio di hashish, l'altro alla cocaina. Le indagini hanno fatto luce sui rapporti di forza, gerarchie e figure emergenti di criminali in erba. E c'era anche il "soddisfatti o rimborsati"

G.P. controllava il gruppo che spacciava l'hashish

Una vasta operazione antidroga condotta dai carabinieri di Monreale ha portato stamattina all'arresto di 11 persone accusate d'aver fatto parte di due gruppi che gestivano un grosso giro di spaccio di sostanze stupefacenti nella cittadina normannaa. Nell'operazione sono stati impegnati oltre 70 militari, supportati da unità cinofile e da un elicottero. I provvedimenti restrittivi, sei in carcere e cinque ai arresti domiciliari, sono stati emessi dal gip del tribunale di Palermo (GUARDA IMMAGINI E INTERCETTAZIONI).

L'attività investigativa dei carabinieri, dell'operazione denominata "Urban Justice", è scaturita dall'esigenza di porre freno all'emergente delinquenza giovanile nel paese. I militari hanno individuato due reti di pusher e fiancheggiatori dello spaccio di stupefacenti, una rivolta allo smercio di cocaina e l'altra di hashish. Le indagini, inoltre, hanno fatto luce sui rapporti di forza, le gerarchie, le figure emergenti di criminali in erba, già promossi alla maturità criminale per la capacità di imporsi tramite l'occupazione quasi militare del territorio.

Il gruppo che si occupava di spacciare cocaina faceva capo a C.A. e P.C., i quali nutrivano l'ambizione di "conquistare", dopo la piazza di spaccio di Monreale , anche quella di Palermo. Un gruppo capace di soddisfare immediatamente le esigenze dell'acquirente, "on call" a qualsiasi ora del giorno e della notte, di pretendere, con l'intimidazione, il saldo degli acquisti effettuati, ma in certi casi disposti perfino a risarcire il prodotto se non ritenuto all'altezza delle aspettative dai clienti fidelizzati.

Il secondo gruppo, controllato e diretto da G.P., più orientato allo spaccio di hashish e più efficace nel radicato controllo del territorio. Una presenza costante sul territorio che ha visto spesso i pusher passare fino a 18 ore nelle piazze di Monreale. L'operazione ha visto anche il coinvolgimento di molti minorenni: spesso clienti abituali disposti ad investire la "paghetta" in stupefacenti, ma anche collaboratori affidabili, piccole vedette pronte a proteggere le attività delle reti di spacciatori, magari con l'ambizione di farsi strada nel gruppo. In qualche caso perfettamente integrati, come la figlia di un indagato che addirittura riceveva le "ordinazioni" al telefono di casa.

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