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Cronaca

Le monete in bronzo ritrovate in via Roma, l'esperto: "Su eBay si comprano a 15 euro..."

Presentano l’aquila sul dritto e lo scudo aragonese sul rovescio e sono state recuperate durante gli scavi per la rete fognaria. Il numismatico Francesco Passantino: "Emessi dalla Zecca di Messina nel XV secolo, non sono né rare né preziose"

Quattro monete in bronzo recuperate durante gli scavi per la rete fognaria in via Roma grazie alla sorveglianza archeologica della Soprintendenza dei Beni Culturali, e definite dall'assessorato alla Cultura guidato da Alberto Samonà come un “tesoretto”, potrebbero in realtà essere comunissime e valere poche decine di euro.

I quattro denari, in cattivo stato di conservazione che presentano l’aquila sul dritto e lo scudo aragonese sul rovescio “si trovano facilmente su eBay in condizioni migliori a 15 euro ciascuna”. A dirlo a PalermoToday è Francesco Passantino, numismatico e appassionato di storia e numismatica siciliana. “L'unico valore che hanno è quello della testimonianza - spiega - perché c’è stato un tempo in cui, in quel luogo, vivevano delle persone che usavano quelle monete. Non si tratta di monete romane in Giappone, portate dai cinesi, dunque è una modesta testimonianza”.

Secondo il numismatico i denari in bronzo sarebbero stati emessi dalla Zecca siciliana della città sullo Stretto. “Questi denari in bronzo della tipologia aquila-scudo aragonese sono stati emessi dalla zecca di Messina soltanto dai seguenti re di Sicilia di origine aragonese: Martino il Giovane, Ferdinando I, Alfonso e Giovanni, tra il 1402 e il 1479, riducendo il periodo d’identificazione per le monete ritrovate a soli 77 anni”.  

Per dare valore alla sua tesi Passantino fa riferimento a due dei più importanti testi numismatici in materia. “La valutazione di assenza di rarità e valore è fatta sulla scorta del libro ‘Le monete siciliane’ di Rodolfo Spahr e di ‘Monete Italiane Regionali - Sicilia’ di Alberto Varesi. I volumi consultati indicano che tutti questi denari hanno un livello di rarità abbastanza comune e un valore economico molto modesto. In quelle condizioni, non meritevoli di restauro, posso valere al massimo 40 euro ciascuno a prezzo di catalogo. In pratica su internet si possono acquistare ad un prezzo che varia dai 3 euro fino ad un massimo di 40 e certamente in condizioni migliori rispetto a quelle ritrovate. Il tesoretto quindi, volendo essere ottimisti, ammonta al massimo a 160 euro” precisa il numismatico palermitano.

L'unico valore degno di nota, dunque, sembrerebbe restituito dalla testimonianza storica di questo ritrovamento. “Grazie a queste monete riscontriamo che tra il 1400 e il 1500, tra via Roma e via Cavour, vivevano delle persone che usavano quelle monete - conclude Passantino -. Queste e altre monete, molto più rare e preziose, sono osservabili a pochi passi di distanza a Palazzo Branciforte dove è possibile ammirare una ricca collezione di monete siciliane, dagli Aragonesi fino ai Borboni. L'esposizione è documentata fotograficamente nel recente volume ‘Le collezioni della Fondazione Banco di Sicilia, Le monete’ a cura della massima esperta di numismatica in Italia, la professoressa Lucia Travaini”.

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