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Stupro in spiaggia a Mondello: il racconto delle vittime

I verbali delle testimonianze delle due ragazze sono stati pubblicati dal quotidiano LiveSicilia. Ma le loro tesi sono discordanti da quelle dei presunti aggressori: "Ci chiesero soldi". Ci sarà l'incidente probatorio

Continuano le indagini della polizia per accertare cosa sia realmente accaduto nella notte tra l’1 e il 2 settembre, quando due giovani ragazze hanno denunciato di essere state stuprate nella spiaggia di Mondello, facendo arrestare i presunti colpevoli. Il sito Livesicilia ha pubblicato la testimonianza delle due ragazze.

Come molti giovani, le due ragazze, poco più che ventenni, una siciliana e l’altra tedesca, decidono di trascorrere il sabato sera in giro per i locali nella movida palermitana. Ed è in uno di questi locali, a Capaci, che le due incontrano quelli che poi accuseranno essere i loro aguzzini: “Abbiamo notato di essere osservate con assiduità da due giovani – si legge su Livesicilia - mai visti prima, fino a quando questi ci raggiungevano. Come spesso accade cercavano un approccio. In un primo momento non eravamo interessate, ma vista la loro insistenza abbiamo ceduto, visto che non c'era nulla di strano a limitarsi ad una presentazione”.

Una parola tira l’altra e alla chiusura del locale le due ragazze vengono invitate a proseguire altrove la serata. Tornano a Palermo, lasciano la propria macchina e salgono sulla vettura di uno dei due ragazzi, “convinte che dovevamo andare in una cornetteria”. Invece la destinazione è Mondello: vengono fatte scendere dalla macchina e si dirigono verso la spiaggia. “Ho capito che qualcosa non stava andando per il verso giusto”, dice la ragazza siciliana, “ma le loro insistenze anche aggressive mi creavano ansia e contro la mia volontà sono andata dove loro volevano”. Ed è proprio in spiaggia che si consuma la violenza: “Lì uno dei due quello più robusto, ha iniziato a palpeggiarmi, toccandomi il seno e mettendomi le mani tra gli slip”. E si consuma la violenza, su entrambe le donne.

NUMERO DI TELEFONO. Secondo quanto riportato nei verbali, dopo la violenza i due sono poi scappati. Una delle vittime racconta di avere provato a chiamare al cellulare l'uomo che aveva abusato di lei al numero che questi le aveva dato quando erano al locale. Con il telefono che squilla a vuoto, decidono di fermare un passante per chiedere aiuto.

VISITA MEDICA E DENUNCIA. A questo punto, in piena notte, le due amiche si fanno visitare e refertare al Policlinico, presentandosi con gli indumenti intimi strappati. Ad una di esse, durante la visita ginecologica, i medici trovano un profilattico nelle parti intime. L’indomani si presentano in Questura e  mettono a verbale la loro storia. Per risalire all’identità dei due ragazzi si rivela prezioso il numero di cellulare ricevuto nel corso della serata. I due presunti aggressori vengono arrestati per violenza sessuale e condotti in carcere.

"CI CHIESERO SOLDI".  La tesi dei due giovani è però diversa: confermano di avere avuto rapporti sessuali con le due donne ma “escludono categoricamente” che si sia trattato di uno stupro. Uno dei due – si legge su Livesicilia - racconta che “le ragazze acconsentivano alle avances. Una addirittura, propose di andare subito in albergo e io dissi che l'albergo era superfluo perché si poteva andare a Mondello in spiaggia”. E poi aggiunge un particolare: “Ci chiesero 50 euro e a questa richiesta reagii dicendo che non avrei pagato nulla invitando il mio amico ad andar via”. Una richiesta talmente offensiva, secondo i due, da giustificare l’abbandono in spiaggia delle due donne. Intanto dai legali è stata avanzata richiesta di un incidente probatorio, un confronto tra gli indagati e le vittime, che potrebbe far luce sulla vicenda.
 

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