Tragedia sfiorata a Mondello, col suo motoscafo travolge windsurf: denunciato

Sulla tavola c'era un 14enne, che è riuscito a gettarsi in acqua prima dell'impatto. Il suo surf però è andato distrutto. Determinante per le indagini la capacità della vittima di memorizzare parte della targa del mezzo

Il surf distrutto a Mondello

Un motoscafo e un surfista sulla stessa rotta, il mezzo a motore che procede velocemente e travolge la tavola dove, solo fino a pochi istanti prima, c'era un ragazzo di 14 anni. E' accaduto a Mondello, ieri pomeriggio. E solo per la prontezza di riflessi del giovane surfista l'incidente non si è trasformato in tragedia. A distanza di poche ore la polizia ha rintracciato e denunciato l'uomo che era alla guida del natante: un palermitano di 46 anni. Le indagini sono affidate al commissariato Mondello.

Secondo quanto raccontato dallo stesso 14enne agli agenti, il ragazzino ha visto venirgli incontro a velocità sostenuta un motoscafo "e il pilota non avrebbe rallentato o avuto tentennamenti di sorta, pur essendo nitida la presenza del surfista in rotta di collisione". Per scampare al sicuro impatto, il 14enne avrebbe scelto di gettarsi in acqua e allontanarsi il più possibile dal punto di scontro, la cui violenza ha frantumato in più parti la tavola da surf rimasta in balia delle onde e del natante. Il giovane, scampato al violento impatto, è  tornato a riva grazie all’intervento di un altro surfista. Anche quest'ultimo avrebbe fornito ai poliziotti "alcuni particolari utili al riscontro di quanto accaduto".

Gli agenti, anche grazie a un frammento della targa del motoscafo fornita dalla vittima e dal testimone, sono riusciti a risalire al pilota del mezzo, raggiunto in un rimessaggio non distante dal luogo dello scontro. Il natante, così come ciò che resta della tavola da surf, è stato “tirato a secco” per rilevi tecnici e posto sotto sequestro a disposizione dell’autorità giudiziaria.

La replica

L’Avvocato Giovanni Rizzuti, incaricato della difesa del conducente del motoscafo, precisa: "Il conducente dell’imbarcazione, mentre navigava ad una velocità assolutamente moderata, suo malgrado non si avvedeva di un surfista che in quel momento si trovava in acqua e con vela a pelo d’acqua, ed in condizioni di forte vento e di mare agitato. Non è assolutamente vero che il conducente della barca si sia allontanato dal luogo del sinistro, avendo invece egli arrestato immediatamente la marcia allorché si rendeva conto dell’impatto. Egli, e gli occupanti dell’imbarcazione, verificavano che il giovane surfista non avesse riportato lesioni, e lo invitavano a salire a bordo sì da offrirgli ogni assistenza possibile".

"Si avvicinava, tuttavia, in quel frangente altro surfista che, rendendosi conto delle difficoltà di governare correttamente l’imbarcazione – che a causa dell’impatto ha riportato un danno alle eliche – invitava il conducente ad allontanarsi dal giovane in quanto avrebbe pensato lui a riportarlo a riva. Ed infatti, il giovane coinvolto nel sinistro saliva sulla tavola dell’altro surfista, dirigendosi verso la spiaggia di Mondello. Corre, ancora, l’obbligo di rappresentare come il conducente della barca abbia immediatamente composto il numero 1530 (Guardia Costiera) segnalando all’operatore, con dovizia di particolari, l’accadimento e non mancando di indicare le proprie generalità e la propria utenza cellulare. Il proprio assistito – conclude l'avvocato Rizzuti – rammaricato per l’accaduto, non può tuttavia essere tratteggiato come un mascalzone che ha omesso di soccorrere un giovane surfista, lasciandolo fra le acque".

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