Cronaca Ciaculli

"Lanciarono una molotov contro una coppia", due ottantenni condannati a 15 anni

L'attentato avvenne a Ciaculli a ottobre del 2016: una delle vittime riportò ustioni su metà del corpo. Gli imputati, Benedetto Fici e Antonino Faraone, di 82 e 83 anni, avrebbero agito per cacciare i due ragazzi da un casolare che avevano occupato

L'intervento della polizia dopo l'esplosione nel casolare di Ciaculli

Uno ha 82 anni e l'altro 83 e ora sono stati condannati entrambi a quindici anni di carcere per un duplice tentativo di omicidio avvenuto il 10 ottobre del 2016, quando insieme avrebbero lanciato una molotov contro una coppia di giovani che si era sistemata in un casolare di Ciaculli. La sentenza per Benedetto Fici e Antonino Faraone è stata emessa dalla quarta sezione del tribunale, che ha accolto le richieste del sostituto procuratore Pierangelo Padova.

Per via dell'attentato le vittime, Umberto Geraci e la fidanzata Ernesta Jessica Modica, rimasero ferite: il ragazzo riportò ustioni su metà del corpo. Secondo l'accusa, l'obiettivo dei due imputati sarebbe stato quello di cacciare da quel terreno la coppia. Fici venne individuato per primo e non negò di aver avuto delle discussioni con Geraci, che mesi prima aveva occupato il casolare. La struttura si trovava proprio all'interno di un terreno dell'imputato. Tuttavia, durante l'interrogatorio di garanzia, raccontò che quel giorno era stato effettivamente a Ciaculli, ma solo per raccogliere mandarini: "Dell'attentato non so nulla", disse infatti al giudice. 

Contro i due anziani, però, a parte la testimonianza delle vittime (il ragazzo li ha pure riconosciuti in aula durante il dibattimento), ci sarebbero anche i tabulati del satellitare montato dalla compagnia assicurativa sull'auto utilizzata per andare a Ciaculli quel giorno: gli imputati sarebbero passati per ben due volte nella zona di via Tenaglia ed in un orario compatibile con l'esplosione.

Gli elementi raccolti dalla Procura erano tali che, a febbraio del 2017, il pm aveva chiesto ed ottenuto il giudizio immediato, cosa che aveva permesso di non celebrare l'udienza preliminare. Il processo ha poi subito alcuni stop, in particolare alla vigilia della requisitoria, a giugno dell'anno scorso, quando Faraone aveva avuto un incidente ed era finito in ospedale: i giudici avevano riconosciuto il legittimo impedimento.

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