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Più diritti per i minori non accompagnati: firmato l'accordo tra Comune e Unicef

Facilitare l'accesso ai servizi, potenziare le attività educative e formative e sviluppare un piano d'azione che mappi la capacità esistente di accoglienza al fine di ottimizzare le misure alternative ai centri, alcuni degli obiettivi del protocollo d'intesa

Palermo sempre più accogliente. Da oggi i diritti dei minori stranieri non accompagnati sono ancora più tutelati. E' stato firmato, a Palazzo delle Aquile, il protocollo d'intesa tra l’amministrazione comunale e l'Unicef "Refugee and Migrant Response Italy" che, tra le sue finalità, ha la promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Lo schema era stato approvato nei giorni scorsi dalla Giunta comunale. Erano presenti, oltre al sindaco Leoluca Orlando e a Rose Anne Papavero dell'Unicef, tra gli altri, gli assessori alle Politiche sociali e alla scuola, Agnese Ciulla e Barbara Evola, Umberto Palma di Unicef Italia e Pasquale D'Andrea Garante dell'Infanzia del comune di Palermo.

Cosa prevede il protocollo d'intesa - Nel dettaglio il Comune e l’Unicef si impegnano a rafforzare la collaborazione già attiva, attraverso attività educative, formative e di supporto alle strutture di accoglienza per minori stranieri non accompagnati, in stretto contatto con l'unità organizzativa "Nomadi e Immigrati" del Comune e il costante confronto con il "Laboratorio della Città Educativa" e il Garante cittadino per l'infanzia e l'adolescenza Pasquale D'Andrea. L’intesa ha la durata di un anno dalla data di sottoscrizione. Prima della scadenza, verrà realizzata una valutazione congiunta dello stato di attuazione del protocollo e le parti definiranno la prosecuzione dell'accordo per un ulteriore anno. Più nel dettaglio, l'intesa prevede il rafforzamento di una rete locale per facilitare l'accesso ai servizi (istruzione, sanità, cultura, sport) dei minori non accompagnati, anche supportando il percorso di avvio della sperimentazione sui tutori volontari, in collaborazione con il Garante cittadino. La mappatura del sistema di protezione rivolto a tali minori e lo sviluppo di un piano d'azione sulla capacità esistente di accoglienza e di strategie al fine di ottimizzare le misure alternative ai Centri. E ancora il rafforzamento delle capacità degli operatori di prima linea in diretto contatto con gli utenti e gli altri professionisti, la realizzazione di un progetto pilota, la documentazione delle buone pratiche per soluzioni alternative all’istituzionalizzazione e la ricerca di famiglie di aiuto.

"Occorre avere una particolare attenzione per i minori stranieri non accompagnati - ha detto il sindaco -, che sono delle persone umane e non rappresentano certamente un numero. Nello stesso tempo, vogliamo collegare questo riconoscimento del ruolo dell’Unicef con l’attività dell’amministrazione comunale a conferma che Palermo è diventata un punto di riferimento nel mondo di cultura dell’accoglienza ed afferma che sul nostro territorio non ci sono migranti che da subito consideriamo cittadini palermitani”.

“Continua - osserva l’assessore alle Politiche sociali Agnese Ciulla - il lavoro complesso di accoglienza dei minori che è fortemente correlato alle metodologie che le singole comunità e strutture di accoglienza sviluppano in autonomia, il lavoro dei servizi sociali e degli altri enti pubblici coinvolti. Il protocollo con Unicef è coerente ed è uno degli strumenti applicativi necessari a dare forza e slancio al protocollo istituzionale per la presa in carico dei msna, siglato il 9 novembre scorso”.

Per il Garante per l'infanzia e l'adolescenza Pasquale D'andrea "questa collaborazione è funzionale all'attivazione di un processo, che mette al centro i ragazzi e le ragazze e partendo dai loro desideri e saperi , costruisce con loro un progetto educativo che coinvolge non solo i tutori nelle loro funzione, ma tutta la comunità. Inoltre l'aver previsto un monitoraggio costante non solo sui risultati, ma su tutto il processo e il continuo rapporto con il laboratorio educativo rafforza la volontà di Palermo di definirsi 'Città Educativa'".

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