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Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

"Attentato alla libertà del Capo dello Stato", due indagati nel Palermitano

Iscritta nel registro degli indagati anche un'altra persona, residente fuori dalla Sicilia. Il Presidente Sergio Mattarella è diventato oggetto di duri attacchi sui social network dopo il "no" a Savona come ministro dell'Economia. Pesanti i riferimenti anche al fratello Piersanti, ucciso da Cosa nostra

Non si tratta più di un'indagine contro ignoti. La Procura di Palermo ha iscritto nel registro degli indagati tre persone, accusate di avere offeso il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in alcuni post pubblicati sui social network. Due sarebbero residenti in provincia di Palermo, mentre il terzo non sarebbe siciliano. Il reato ipotizzato è attentato alla libertà del Capo dello Stato.

Il Capo dello Stato è stato divetato bersaglio di insulti e accuse dopo essersi opposto al nome di Paolo Savona come possibile ministro dell'Economia nell'eventuale governo M5S-Lega guidato da Conte. Il "no" ha portato lo stesso premier designato a rimettere il mandato.

Sul piano politico questa decisione ha portato a una levata di scudi da parte di pentastellati e Carroccio, con i primi pronti - per poi fare dietrofront - a chiedere la messa in stato di accusa di Mattarella. Sui social si sono scatenati commenti e critiche. Centinaia i messaggi contro il Presidente. Alcuni però hanno fatto riferimento anche all'omicidio del fratello di Mattarella, Piersanti, assassinato a Palermo il 6 gennaio 1980. Secondo l'accusa si tratterebbe di commenti altamente offensivi nei confronti della massima carica dello Stato e da qui il pm Gery Ferrara, coordinato dal procuratore aggiunto Marzia Sabella e dal capo della Dda Francesco Lo Voi, ha deciso l'iscrizione dei tre, che sono stati identificati e che vengono ritenuti gli effettivi autori dei post. In un primo momento si era pensato Infatti a dei profili fake, intestati a persone diverse. Alla Digos e alla polizia postale sono bastate poche ore per risalire all'identità reale dei titolari dei profili.

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