Cronaca

Processo Stato-mafia, a rischio la trasferta lombarda per Di Matteo

"E' tutto pronto, e lo faremo in modo eclatante". Queste le parole captate dalla Dia di Palermo e pronunciate dal carcere dal boss Totò Riina. Si valuta la possibilità di mettere i vetri oscurati nelle auto della scorta per il pm

Avrebbe dovuto presenziare al processo per la trattativa Stato-mafia dove sarà chiamato a deporre il pentito Giovanni Brusca, ma ora sorge più che qualche preoccupazione. Nuovo allarme sicurezza per il pm palermitano Nino Di Matteo, minacciato direttamente dal carcere dal boss Totò Riina. "Sui movimenti del procuratore a Milano - spiega il procuratore capo Francesco Messineo - per ragioni di sicurezza, si decide tutto man mano che la situazione si va sviluppando".

Il magistrato da domani e sino a venerdì prossimo sarebbe dovuto essere nel capoluogo lombardo, assieme agli altri pm, ai giudici e agli avvocati, ma gli sarebbe stato sconsigliato di partecipare al dibattimento. "E' tutto pronto, e lo faremo in modo eclatante". Queste le ultime gravissime minacce del boss corleonese Totò u'Curtu captate dalla Dia di Palermo e che hanno fatto scattare l'allarme rosso. Nelle ultime ore si è valutata anche la possibilità di dotare le auto della scorta di vetri oscurati, così da rendere difficoltosa l'eventuale identificazione del mezzo sul quale viaggerà Di Matto e di utilizzare il bomb-jammer, l'apparecchio utilizzato per scovare gli ordigni esplosivi.

Il ministro della Giustizia Anna Cancellieri, sulle ultime dichiarazioni, ha risposto ai commissari dell'Antimafia che "le notizie relative alle minacce a Di Matteo o ad altri magistrati non sono passate attraverso l’amministrazione penitenziaria - come riporta IlFattoQuotidiano -. Nell’ambito dell’attività svolta dal Dap non risultano elementi espliciti di minacce da Riina nei confronti di magistrati. Tutti i documenti in nostro possesso sono stati comunque portati all’attenzione del Procuratore antimafia”.

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