Domenica, 16 Maggio 2021
Cronaca

"Stai attento, c'è chi spara": ancora minacce per Lirio Abbate

Il giornalista, che da anni vive sotto scorta, è finito nel mirino di esponenti della criminalità organizzata che opera a Roma, vicini alla camorra e al clan dei casalesi. Citate le dichiarazioni di un anonimo. Al momento non ci sarebbero indagati

Ancora una volta, ci risiamo. Il giornalista dell'Espresso, Lirio Abbate sarebbe oggetto di minacce da parte di esponenti della criminalità organizzata che opera a Roma, vicini alla camorra e al clan dei casalesi. A svelarlo è il Fatto quotidiano, che cita le dichiarazioni di un anonimo e le indagini in corso da parte della Squadra mobile di Roma: "Lirio Abbate deve stare attento a Riccardino l'albanese, uno dal quale dipende gente che spara".

Come spiega il quotidiano la segnalazione risale all'estate scorsa ma emerge solo ora perché Riccardino, all'anagrafe Arben Zogu, 40 anni, il 29 ottobre è stato arrestato insieme a Mario Iovine e ad altre 12 persone legate al clan dei casalesi. A rendere inquietante il messaggio anonimo sulla minaccia contro Abbate, è il fatto che la colpa del giornalista, secondo la segnalazione, sarebbe proprio l'inchiesta di copertina pubblicata da L'Espresso nel dicembre del 2012: ''I quattro re di Roma''. Le indagini non hanno trovato per ora riscontri alle affermazioni dell'anonimo e non ci sono indagati.

Abbate, 42 anni, di Castelbuono, vive da anni sotto scorta. Un attestato di solidarietà intanto è arrivato nel pomeriggio dall''Ordine dei giornalisti di Sicilia "solidale con il collega Lirio Abbate, oggetto di nuove minacce, da lui ricevute per una sua inchiesta giornalistica". "Siamo certi - dicono dagli uffici di via Bernini - che Lirio non cambierà di una virgola la sua attività professionale e il suo modo di lavorare, impegnandosi anzi sempre di più, nella consapevolezza che i colleghi siciliani sono accanto a lui".

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