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Donna sta annegando, palermitani si tuffano: "Le onde alte e le urla, così l'abbiamo salvata"

E' successo a Ispica. Due militari sono riusciti a raggiungere miracolosamente una 60enne che - trascinata dalla corrente - era stata appena spinta verso gli scogli e non riusciva più a tornare a riva: "Non ci abbiamo pensato su due volte"

Quella che poteva essere una tragedia si è trasformata in una storia a lieto fine grazie al cuore di due militari palermitani in vacanza. Ieri pomeriggio nella spiaggia di Santa Maria del Focallo, vicino Ispica, una donna di circa 60 anni ha rischiato di annegare per via delle condizioni avverse del mare. Trascinata dalla corrente, è stata spinta verso gli scogli e non è più riuscita a tornare a riva. Le urla della donna sono state sentite dai due uomini che, immediatamente, si sono tuffati per soccorerrla. 

A raccontare quanto successo è Vincenzo Mulè, militare palermitano dell'esercito italiano. "Non ci ho pensato su due volte - spiega a PalermoToday - mi sono tuffato col mare in tempesta, insieme al mio amico e collega Francesco. Era il giorno del mio 44esimo compleanno. Il marito della donna, originaria di Catanzaro ma residente a Rosolini, ha tentato di raggiungerla ma invano. Il mare era davvero mosso, una situazione di pericolo estremo. Abbiamo fatto solo quello che avrebbe fatto chiunque: aiutarla a salvarsi. Esserci riusciti è stato il più bel regalo di compleanno di sempre". 

Mulè conosce bene le spiagge di Ispica. Da oltre 7 anni infatti frequenta con la sua famiglia quelle località balneari. "Dovendo festeggiare il mio compleanno abbiamo preferito non allontanarci molto - racconta ancora a PalermoToday -. Il mare non era un granché, motivo per cui non abbiamo permesso ai nostri bambini di fare il bagno. In acqua c'era solo qualcuno, la giornata era molto ventosa. Ad un certo punto abbiamo sentito le urla, le grida disperate di due donne. Una è riuscita a mettersi in salvo. L'altra no, prima del nostro intervento. Io e Francesco siamo riusciti a raggiungerla. Lei si è aggrappata, si sentiva persa. Era sotto choc". 

E così, la prontenzza di questi due militari, ha scongiurato il peggio. "L'intervento in acqua è durato almeno tre minuti, perché le onde erano troppo alte - conclude il militare -. Se il mare fosse stato ancora più forte non lo so se ce l'avremmo fatta. Ma noi dovevamo scongiurare il peggio. Ieri noi non dovevamo essere lì, dovevamo andare da un'altra parte, in un'altra spiaggia. Ma quello che è successo ha dello straordinario. Bisogna fare attenzione e non improvvisarsi assistenti bagnanti perché anche noi abbiamo rischiato di essere risucchiati dal mare. Abbiamo temuto per le nostre figlie, abbiamo detto alle nostre mogli di allontanare le bambine per non permettere loro di assistere alla scena. Abbiamo rischiato anche noi, ma non potevamo rischiare che la signora morisse annegata". 

Mulè non è nuovo alle cronache che sanno di buono. Lo scorso anno infatti, insieme al fratello, ha salvato in extremis un uomo che aveva deciso di lanciarsi dal ponte che collega Portella di Mare a Misilmeri. Per loro arrivò una medaglia al valor civile da parte della giunta del Comune di Misilmeri. 

Vincenzo Mulè e Francesco Azzarello-2

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