Pescatori salvano 50 migranti, Orlando li premia: "Cittadini onorari di Palermo"

Il sindaco omaggia la famiglia di Sciacca che con il peschereccio intitolato ad Accursio Giarratano, ragazzo morto a 15 anni nel 2002, era rimasto per quasi 24 ore a fianco del gommone in attesa di un aiuto dopo che le autorità di Malta aveva negato il porto sicuro

Le operazioni di salvataggio - foto Ansa

Con il loro peschereccio intitolato ad Accursio Giarratano, nei giorni scorsi hanno salvato 50 migranti, attendendo per circa 24 ore l'arrivo di una nave della guardia costiera italiana. Per questo motivo, il sindaco Leoluca Orlando ha annunciato di voler concedere all'equipaggio e all'armatore della barca la cittadinanza onoraria di Palermo. Il riconoscimento sarà consegnato al comandante e all'armatore dell'imbarcazione.

“A pieno titolo – ha detto Orlando – queste persone, questi uomini di mare faranno parte della comunità palermitana, una comunità che ha fatto dell'accoglienza e della tutela dei diritti il proprio punto di riferimento. Queste persone si sono rese protagonista di un ordinario gesto di umanità ed accoglienza, che appare oggi straordinario di fronte a politiche e proclami che negano il diritto alla vita".  

Il conferimento della cittadinanza onoraria di Palermo all’equipaggio della “Accursio Giarratano” segue le altre assegnate dal sindaco Orlando all'equipaggio e allo staff della nave Sea-Watch nei giorni scorsi, alla Guardia Costiera (ottobre 2015) e a Medici senza Frontiere (settembre 2015).

Il peschereccio di Sciacca, "Accursio Giarratano" - di una famiglia di pescatori - era rimasto per quasi 24 ore a fianco del gommone con 50 migranti in attesa di un aiuto dopo che le autorità di Malta aveva negato il porto sicuro. Si trovava in mare aperto, tra Lampedusa e Malta, ma in acque di competenza maltese, a 50 miglia dalla costa. "Noi soccorriamo con tutto il cuore i migranti in difficoltà, e lo facciamo anche come omaggio alla memoria di mio figlio morto" aveva riferito Gaspare Giarratano, 63 anni, l'armatore della "Accursio Giarratano". Il motopeschereccio è stato intitolato al figlio Accursio, morto nel 2002, dopo una lotta lunga due anni contro un male incurabile che lo aveva colpito. Aveva appena 15 anni.
 

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