Cronaca

La traversata, il naufragio e la morte di 226 migranti: 2 condanne e un'assoluzione

I tre erano accusati di essere gli scafisti del barcone che naufragò il 5 agosto 2015 causando la morte di 226 migranti. Determinanti per le indagini le testimonianze dei sopravvissuti

Quattordici anni ciascuno per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e morte come conseguenza di altro reato. E' la condanna inflitta dal gup Fernando Sestito ad Ali Rouibah e Imad Busadia. Assolto invece il terzo imputato: Abdullah Suud Assnusi. I tre erano accusati di essere gli scafisti del barcone che naufragò il 5 agosto 2015 causando la morte di 226 migranti. Solo alcuni cadaveri vennero recuperati: uomini e donne costretti a restare nella stiva dagli scafisti e morti soffocati. Le ricerche degli altri corpi non furono portate avanti a causa delle pessime condizioni dello scafo e quindi dell'impossibilità di operare in condizioni di sicurezza. L'accusa era di omicidio plurimo e la procura aveva chiesto l'ergastolo.

I tre erano stati incastrati dai sopravvissuti che, sbarcati a Palermo, hanno raccontato agli inquirenti le sevizie subite a bordo e la tragica fine dei compagni di viaggio. In cinque furono arrestati. Due hanno scelto di essere processati in ordinario e sono imputati davanti alla corte d'assise. L'avvocato Cinzia Pecoraro ha dimostrato invece che Assnusi non era tra gli scafisti, ma era un semplice passeggero e che la coppia di accusatori l'ha individuato per errore. Da qui l'assoluzione.

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