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Migranti, a Palermo uno dei due hotspot previsti in Sicilia: "Pronti a opporci"

L’area prescelta potrebbe essere un terreno di 2.800 metri quadrati a monte dello svincolo di via Oreto confiscato alla famiglia mafiosa dei Graviano. Orlando: "Centri incompatibili con la nostra storia, prassi e cultura"

A Palermo uno dei due hotspot previsti in Sicilia dal governo nazionale per fronteggiare l'emergenza migranti. Dopo la rivolta degli amministratori locali, e in considerazione anche dell'inadempienza dell'Europa sugli impegni relativi alla distribuzione dei migranti, il Viminale aveva soprasseduto ma ora il ministro Marco Minniti spinge il piede sull'acceleratore, intenzionato a procedere in tempi rapidi con o senza l'assenso dei governatori.

A Palermo, l’area prescelta potrebbe essere un terreno di 2.800 metri quadrati a monte dello svincolo di via Oreto confiscato alla famiglia mafiosa dei Graviano. L'hotspot sarebbe necessario per una più rapida e precisa identificazione dei migranti che sbarcano sulle nostre coste.

In Sicilia, oltre a Palermo ne verrebbe attivato uno anche a Siracusa. I nuovi hotspot andranno ad aggiungersi a quelli già in funzione a Lampedusa, Pozzallo e Trapani. Oltre a Palermo e Siracusa, nasceranno uno a Cagliari e altri tre in Calabria (a Reggio, Crotone e Corigliano Calabro) più un Centro d'identificazione ed espulsione da 100 posti in ogni regione (Sicilia inclusa). Le nuove misure, che accolgono le richieste dell’Unione europea alla vigilia del vertice di Tallin, fanno già discutere: il sindaco di Siracusa ha infatti espresso la sua contrarietà.

"Temo - dice il sindaco Leoluca Orlando - che l'Europa si appresti a muovere nuovi, gravi passi nella direzione sbagliata, ponendosi sempre più dal lato sbagliato della storia, con provvedimenti securitari, che nulla hanno a che vedere con la sicurezza, nel tentativo folle di arginare un fenomeno epocale e inarrestabile come le migrazioni umane e tentando di dividere gli esseri umani fra quelli di serie A e serie B. In questa direzione va il quadro di provvedimenti proposti in queste ore, tra cui quello della realizzazione di nuovi hotspot, moderni nomi dei centri di schedatura, detenzione ed espulsione, che nulla hanno a che vedere con le esigenze di alleggerire la pressione sulle città e le regioni che hanno mostrato in questi anni capacità, cultura e pratica dell'accoglienza e della solidarietà".

"Per quanto riguarda il Comune di Palermo - prosegue Orlando - continueremo pur tra difficoltà e limiti a fornire ogni collaborazione con il Governo nazionale, con le istituzioni e con quanti praticano ogni giorno l'impegno forte per il rispetto dei diritti umani di tutti. Ma proprio perché è forte il nostro impegno per i diritti dei migranti, rammaricati per l'atteggiamento di alcuni Stati e della stessa Unione Europea che sembra smarrire e negare le sue stesse ragioni fondative, non possiamo che manifestare la nostra contrarietà, pronti a opporci in ogni sede a che la nostra città sia luogo di uno di questi centri, che certamente sono incompatibili con la nostra storia, prassi e cultura".

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