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Nello Musumeci

Nello Musumeci

L'ira di Musumeci a Roma: "Sui migranti la pazienza dei siciliani ha un limite"

Così il presidente della Regione durante l'audizione al comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'accordo di Schengen. L'attacco al sistema dell'accoglienza: "Gli hotspot sono assolutamente inadeguati. Gli organi dello Stato mostrano approssimazione, superficialità e impotenza"

I migranti? "Un'emergenza perenne". Gli hotspot in Sicilia? "Assolutamente inadeguati". Lo Stato? "Approssimativo, superficiale e impotente". L'Europa? "Cinica, si gira dall'altra parte". Non usa mezzi termini il presidente della Regione, Nello Musumeci, nel corso dell'audizione al comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'accordo di Schengen sul fenomeno migratorio, che si è svolta a Roma. Nelle sue dichiarazioni c'è tutto il disappunto per come il governo sta gestendo l'ondata di immigrati che a frotte stanno arrivando sulle coste siciliane. E avverte: "La pazienza e la sopportazione sono nel codice genetico dei siciliani, ma anche queste hanno un limite".

Musumeci parte con una stoccata ai centri di prima accoglienza. "I tre hotspot ufficialmente operativi in Sicilia sono assolutamente inadeguati dal punto di vista igienico-sanitario a consentire la ospitalità di una promiscuità di centinaia di soggetti che potrebbero diventare inesorabilmente focolaio di infezione. Non sono queste le strutture adatte a una epidemia, lo sono in un periodo di ordinaria amministrazione".

In Sicilia, secondo il presidente della Regione, l'emergenza è ormai fuori controllo: "Una terra che vive nella perenne emergenza è una terra che non sa affrontare strutturalmente i problemi per dare una soluzione definitiva. Questo, in un certo senso, è servito e continua a servire a una parte della politica e a una parte di certa imprenditoria: una imprenditoria non sana e onesta, com'è la stragrande maggioranza degli imprenditori siciliani, con qualche spregiudicato che crede di potere trarre giovamento in un contesto di emergenza. C'è l'esigenza - aggiunge - di dovere fare fronte all'aspetto logistico-organizzativo ma dobbiamo anche fare i conti con una tensione che sale di giorno in giorno, che nasce dalla paura delle popolazioni locali. I siciliani non sono mai stati un popolo razzista, ma se decine di migranti di cui non conosciamo identità né condizioni di salute vanno a girovagare nelle campagne della nostra isola questo crea una condizione di paura che può diventare tensione sociale e reazione scomposta".

Musumeci parla di "un fenomeno non gestibile dalla Sicilia che ha larghe fasce di povertà e gravi difficoltà economiche e vive di turismo" e chiama in causa gli organi dello Stato, che mostrano approssimazione, superficialità e impotenza nell'affrontare il fenomeno migratorio".

."L'arrivo di migliaia di migranti era prevista - dice ancora - invece non c'è un protocollo che metta insieme le competenze dello Stato e quelle della Regione. Senza il sistema sanitario regionale, pur fortemente provato dall'emergenza Covid, lo Stato non sarebbe in grado di accertare le reali condizioni di salute dei migranti al momento dello sbarco. Il personale dello Stato resta sottodimensionato rispetto alle attuali esigenze del fenomeno che appare fuori ogni controllo".

Il governatore inoltre respinge le accuse di allarmismo: "Qui nessuno crea allarme, men che meno il sottoscritto. Non si può parlare di mancanza di collaborazione, più di quello che facciamo non possiamo fare. E se aumentano gli sbarchi non potremo più fare quello che già stiamo facendo con difficoltà. Sono stato io a chiedere l'intervento dell'esercito, ma nessuno può pensare e la Regione possa sostituirsi a compiti attenenti allo Stato". Infine l'attacco all'Europa: "E' cinica, si gira dall'altra parte. Invece ogni tanto dovrebbe guardare anche verso il Mediterraneo".

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