Cronaca

Partono per essere rimpatriati, ma l’aereo diretto a Palermo è guasto: gli espulsi rimangono in Italia

Il volo, partito da Fiumicino, doveva fare scalo al Falcone e Borsellino, per poi dirigersi verso Tunisi. La missione che ha visto impegnati in totale un centinaio di poliziotti si è conclusa con un nulla di fatto

Sette i tunisini erano stati prelevati dal Centro permanente per il rimpatrio di Torino, e insieme a molti altri provenienti da diverse parti d’Italia, dovevano essere rimpatriati con un aereo in partenza dall'aeroporto di Fiumicino e diretto a Palermo (e quindi in Tunisia). Eppure sono stati tutti rilasciati. E' questa in breve una storia tutta italiana che racconta del caos e delle incongruenze nella gestione dell'emergenza migranti e degli annunciati rimpatri. 

La missione che ha visto impegnati in totale un centinaio di poliziotti si è conclusa con un nulla di fatto a spese dei contribuenti. Tutti gli immigrati clandestini infatti sono stati "rilasciati" a seguito del guasto dell'aereo charter che avrebbe dovuti riportarli "a casa loro". Dopo ore di attesa in aeroporto, in seguito alla notizia che l’aereo - un volo charter diretto a Palermo e quindi in Tunisia - non poteva essere riparato, a tutti i migranti è stato notificato l’ordine del Questore di lasciare l’Italia entro sette giorni.

"A questo punto sono stati immediatamente rilasciati restando in attesa di una prossima possibile espulsione - spiega in un comunicato Eugenio Bravo, segretario generale Siulp Torino - Paradossalmente, un po’ disorientati, molti di loro sono andati in stazione per ritornare a Torino, perché "la gita era terminata". "Purtroppo si sa che nessuno straniero ottempererà all’ordine del Questore. Rilasciarli, per quanto legittimo, fa venir meno quegli sforzi e quell’impegno, e soprattutto rende vani i costi sopportati dallo Stato".

L’episodio è accaduto la settimana scorsa ed ora destando una generale indignazione a partire dagli schieramenti politici locali e nazionali. Augusta Montaruli, parlamentare di Fratelli d’Italia, e Maurizio Marrone, dirigente nazionale FDI, annunciano un'interrogazione parlamentare: "Quanto è costato ai contribuenti il teatrino di un’inutile gita con la scorta di 18 agenti in straordinario da Torino a Roma? Quante altre volte le espulsioni sono state trasformate in inutili ordini di allontanamento per ordine delle Questure?"

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