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Cronaca

Ricoverate dopo aver mangiato mandragora, migliorano le condizioni di madre e figlia

Le due donne di 73 e 55 anni erano state ricoverate rispettivamente a Villa Sofia e al Buccheri La Ferla. Indagini in corso per rintracciare l'ambulante da cui è stata acquistata. Il comune di Marineo su Facebook: "Attenzione, arrivava dal bivio per Bolognetta"

Resta solo un po’ di confusione, la visione non è più offuscata, niente più tachicardia, allucinazioni o altro. Migliorano le condizioni di madre e figlia, rispettivamente di 73 e 55 anni, avvelenate dopo aver ingerito della mandragora scambiata per borragine. La prima, ricoverata in gravi condizioni nel reparto di Rianimazione di Villa Sofia, è stata estubata questa mattina. Qualora i risultati degli ultimi accertamenti saranno positivi i medici potranno finalmente dichiarare la donna fuori pericolo e sarà pronta per le dimissioni.

Meno preoccupanti le condizioni della figlia, ricoverata invece al pronto soccorso del Buccheri La Ferla dopo aver mangiato anche lei la “verdura delle streghe” acquistata da un ambulante. Sull’episodio indagano i carabinieri che stanno cercando di identificare chi abbia venduto la mandragora, i cui sintomi sono stati subito riconosciuti dai medici che hanno potuto somministrare per tempo l’antidoto ed evitare che le condizioni di entrambe peggiorassero.

Sembrerebbe che l’ambulante si trovasse con il suo banchetto nella zona di via Marchese di Roccaforte, ma la mandragora sarebbe stata raccolta nelle campagne tra Bolognetta e Marineo. L’Amministrazione comunale di Marineo infatti, nel dubbio, ha lanciato un avviso tramite un post (immagine allegata) sulla propria pagina Facebook condiviso da 5 mila utenti in 24 ore: "E’ stata venduta al bivio di Bolognetta della verdura velenosa da un venditore ambulante. Due persone sono già in gravi condizioni. Chi l’avesse ingerita e sta male, chiami urgentemente il 112”.

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