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Ucciso sotto casa dalla mafia davanti al figlio: Mico Geraci, 21 anni di silenzi

Il sindacalista - promesso candidato sindaco a Caccamo - venne ucciso con 5 colpi di fucile a pompa calibro 12. Orlando: "Ricordarlo è importante non solo per la memoria"

"Ancora una volta vogliamo rinnovare la memoria di Mico Geraci, uno dei tanti sindacalisti che persero la vita per affermare i diritti dei lavoratori e la legalità di un territorio dove la mafia si mescolava con politica, affari e perversione, anche istituzionale. La mafia lo uccideva ventuno anni fa e ancora attendiamo di conoscere i nomi dei sicari dell'agguato. Ricordarlo è importante non solo per la memoria, fondamentale per l'identità di una comunità, ma per proseguire nella battaglia per l'affermazione dei diritti". Così il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando ha voluto ricordare Mico Geraci, il sindacalista della Uil barbaramente ucciso sotto casa dalla mafia la sera dell’8 ottobre 1998 a Caccamo. 

Un omicidio - quello di Domenico "Mico" Geraci - promesso candidato sindaco a Caccamo che dopo 21 anni sembra destinato a rimanere irrisolto. Finora nessuna sentenza, nessun colpevole. Il sindacalista venne ucciso con 5 colpi di fucile a pompa calibro 12 davanti al figlio di 17 anni che assistette alle ultime fasi dell'omicidio. Pochi mesi prima dell'omicidio, Geraci si era scagliato contro la mafia e contro il nuovo piano regolatore che secondo lui tutelava alcuni interessi sporchi.

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