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L'arcivescovo Lorefice

L'arcivescovo Lorefice

Il messaggio di Natale dell'arcivescovo Lorefice: "Prendiamoci cura dei poveri e di chi soffre"

Il presule presiederà domani la veglia in cattedrale alle 19,30. Il solenne Pontificale del giorno di Natale sarà celebrato l'indomani alle 11. "Il nuovo anno sia ricco di percorsi di cura e di speranza, tracciati e animati da audaci artigiani di una nuova umanità"

“In questo Natale splendente fra la fitta nebbia calata sulla terra travolta dalla pandemia, appare in mezzo a noi Gesù il Messia, uscito dalla dimora di Luce. La sua venuta metta sulle labbra della Chiesa fatta bella dall’Amato il canto nuovo dell’amore. Risuoni ovunque, portatore di consolazione e di speranza e accompagni i ritmi dei tanti umili e valenti costruttori che edificano secondo giustizia e solidarietà le nostre città umane segnate ancora dal male, dalle antiche e nuove povertà, dalla disgregazione sociale, dalle pesanti e losche trame dei poteri sommersi e delle connivenze che danno forma a vere strutture di peccato, dalle morti violente”.

Lo afferma nel suo messaggio di Natale l’arcivescovo, Corrado Lorefice, che presiederà domani la veglia in cattedrale alle 19,30. Il solenne Pontificale nel giorno di Natale sarà celebrato l’indomani alle 11. Entrambe le messe saranno vissute nel rispetto delle disposizioni anti-Covid e con ingresso contingentato.

Dice Lorefice: "Raggiunga quanti in questo Natale, alzeranno il loro grido di sofferenza negli ospedali e nelle carceri, nelle case toccate dal lutto o prive delle persone care - come non ricordare le famiglie dei 18 pescatori di Mazara del Vallo prigionieri per mesi in Libia e finalmente liberati - nei barconi che rischiano di affondare nel Mediterraneo, nei reparti degli ospedali e nelle case di cura, nelle baracche e negli alloggi di fortuna. Arrivi alle persone disabili, ai disoccupati, ai bimbi e agli anziani abbandonati, ai giovani illusi, strumentalizzati e uccisi dai trafficanti di droga. Auguro a tutti che questo Natale e questo nuovo anno siano ricchi di percorsi di cura e di speranza, tracciati e animati da audaci artigiani di una nuova umanità”. 

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