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Mercoledì, 1 Febbraio 2023
Cronaca Villaggio Santa Rosalia

Medici legali e professionisti forensi a confronto sull’accertamento tecnico preventivo nei casi di responsabilità medica

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Appuntamento domani a Palermo, a partire dalle 8, nell’Aula dell’Accademia delle Scienze Mediche del Policlinico “Giaccone”, per l’evento organizzato da ASSOMEL (Associazione Specialisti in Medicina Legale) e dall’ordine dei medici della provincia di Palermo, con il patrocinio della Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni (SIMLA), dal titolo “L’ATP nell’ambito della responsabilità sanitaria: fase preliminare o alternativa al processo? Riflessioni o proposte sul tema dagli operatori di settore”. PALERMO. “Il congresso si pone l'obiettivo di approfondire dal punto di vista  dottrinario, medico-legale e giuridico, il ruolo del Consulente Tecnico d'Ufficio nell'ambito dell'accertamento della responsabilità sanitaria in seno all'accertamento tecnico preventivo (ex art. 696 bis), con la finalità di proporre degli strumenti metodologici, accertativi e valutativi, sia per i medici legali che per i professionisti forensi”.

Le parole della professoressa Antonina Argo, vicepresidente SIMLA e Ordinaria di medicina Legale dell’Università di Palermo, annunciano i temi principali dell’evento. Sarà proprio lei, in apertura, a condurre la lectio magistralis dal titolo: “Il ruolo del moderno consulente tecnico d’ufficio, tra etica e deontologia”. Tra le indicazioni degli organizzatori, prosegue la professoressa, grazie al contributo delle relazioni dei professionisti di area medica e giuridica coinvolti e alle simulazioni di casi con dibattito ed intervento delle parti processuali e del pubblico, si stimolerà “un utile confronto multidisciplinare, in un percorso che ancora richiede adeguata illustrazione metodologica, competenza e costante aggiornamento dei professionisti”. Presente all’evento anche il dott. Franco Marozzi, vicepresidente e responsabile della comunicazione SIMLA, che parteciperà con un intervento dal tema: “Il ruolo del CTU nell’accertamento tecnico preventivo: proposte metodologiche e operative”.

“Se si vuol dar senso ad una nuova forma di amministrazione della Giustizia - sottolinea il dott. Franco Marozzi - l’introduzione nella pratica delle ADR (Alternative Dispute Resolution) appare certamente inderogabile anche perché lo stimolo per procedere lungo questa strada fa addirittura parte di una volontà europea a cui la riforma Cartabia sta tentando di adeguare il nostro sistema. La medicina legale entra a pieno titolo in questo sforzo da anni attraverso l’obbligatorietà per Legge di procedimenti conciliativo mediativi come presupposto di eventuali azioni di richiesta risarcitoria in casi di malpractice medica”. In particolare, aggiunge il vicepresidente, lo sforzo della “medicina legale italiana è quello di far salire le competenze di tutti gli specialisti in medicina legale in questo settore perché si attuino i programmi di accelerazione delle procedure e di allargamento della partecipazione delle parti alle composizioni dei conflitti”.

Tra i prestigiosi ospiti dell’evento anche il dott. Lucio Di Mauro, segretario SIMLA, che relazionerà sul tema “La verbalizzazione di una conciliazione nell’ambito di un ATP”. Il suo commento illustra lo stato dell’arte: “A distanza di oltre cinque anni dall’entrata in vigore delle nuove disposizioni - spiega il segretario SIMLA - si rende possibile una più generale condivisione dei percorsi procedurali da seguire per la trattazione della fase di ATP e per il successivo (eventuale) giudizio di merito. Quest’incontri sono, infatti, molto utili per sperimentare le criticità che si sono manifestate e i correttivi che si possono approntare per risolvere alcune evidenti asperità interpretative e applicative derivanti dal testo normativo”. Molteplici le sfide che attendono gli specialisti della materia: “Vero è che oggi il medico legale deve essere un po’ come Leonardo Da Vinci deve saper per fare tante cose. Chiaro è che lo specialista in medicina legale con la sua professionalità può contribuire al raggiungimento dell’obiettivo auspicato dal legislatore con la relativa riforma: deflazione del contenzioso, evitare che il sanitario diventi un frequentatore abituale delle aule di giustizia e un più rapido risarcimento per la persona realmente danneggiata da fattori iatrogeni, utile anche al recupero del rapporto medico paziente”.

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