Medici aggrediti, Ugl: "Negli ospedali cittadini serve l'esercito"

Per porre fine all'escalation di violenza che ha caratterizzato i nosocomi cittadini nelle ultime settimane, il sindacato chiede l'impiego dei militari e la riduzione delle liste di attesa: "Ottimizziamo le risorse disponibili"

Foto archivio

Inviare negli ospedali siciliani i militari dell'esercito e ridurre drasticamente le liste d'attesa. Sono le richieste che l'Ugl medici avanza alla Regione per porre fine all'escalation di violenza che ha caratterizzato i nosocomi nell'ultimo periodo. 

Ieri l'assessore Razza, il prefetto De Miro e i vertici delle aziende ospedaliere si sono incontrati per fare il punto della situazione ed è stata prospettata l'intenzione di implementare i sistemi di videosorveglianza e ricorrere alle guardie giurate. Ma per il sindacato non è abbastanza. "La volontà espressa dall'assessore Razza di investire 45 milioni di euro per potenziare il servizio di guardie giurate nei presidi di pronto soccorso rappresenta un buon passo in avanti, ma di certo una soluzione tampone e non definitiva - dicono i segretari Ugl sanità e Ugl medici, Carmelo Urzì e Raffaele Lanteri -. Rammentiamo come in diverse circostanze passate ormai alla triste cronaca la presenza della vigilanza privata non ha costituito un valido deterrente per contrastare l'escalation di violenza nei confronti de gli operatori sanitari. Non possiamo, dunque, che ribadire la nostra proposta di chiedere allo Stato l'impiego l'esercito con l'operazione 'ospedali sicuri' quale estensione del progetto 'strade sicure', che avrebbe sicuramente un minore impatto economico e una maggiore efficacia in termini di deterrenza, così come rilanciamo la proposta di rendere operative le guardie mediche in locali vicini alle caserme dei carabinieri o all'interno delle Misericordie, visto che quest'ultime si sono rese disponibili su tutto il territorio".

Per l'Ugl "La creazione di presidi armati nei luoghi sensibili come i pronto soccorso, darebbe agli operatori sanitari una valida rassicurazione e al tempo stesso permetterebbe un livello di prevenzione e  attenzione elevato con la possibilità di intervento immediato per la tutela della sicurezza, in un momento in cui l'esiguità del personale delle forze dell'ordine come la polizia o gli stessi carabinieri non consente un controllo diretto".

Punto nevralgico per l'Ugl è però la riduzione delle attese: "E' questo il problema di fondo, considerato che i punti di emergenza vengono utilizzati spesso come fonte d’accesso primario alle cure in assenza di disponibilità di prestazioni per la lunghezza delle liste d’attesa. Bisogna ripartire subito da questo, ottimizzando le risorse disponibili o riallocandole secondo i bisogni e non utilizzando una scure che, attraverso tagli e chiusure di reparti, renderebbe il sistema ancora più critico. Accanto a questo appare imprescindibile comprendere con chi bisognerà interfacciarsi ovvero, in un momento programmatico come questo, riteniamo impellente procedere alla regolarizzazione delle governance delle aziende ospedaliere siciliane, in atto rette da commissari, con la nomina di chi dovrà reggerle per il prossimo triennio".

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