Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

Medici aggrediti, l'Ordine scende in piazza: "Indifferenza inaccettabile"

I camici bianchi daranno vita a un sit-in "perchè violenze e soprusi non possono rimanere lettera morta, impuniti e sottovalutati ancora" e invitano alla partecipazione anche le associazioni di pazienti. All'ospedale Civico intanto i lavoratori sono in stato di agitazione

Foto archivio

"Aggressioni, violenze e soprusi non possono rimanere lettera morta, impuniti e sottovalutati ancora. Servono risposte concrete urgenti". A dirlo è il presidente provinciale dell'Ordine dei medici, Toti Amato, che interviene in merito ai ripetuti episodi di violenza contro medici e personale sanitario accaduti nelle ultime settimane. L'Ordine ha organizzato un sit-in "pacifico e contro ogni forma di aggressione" per sabato alle 15.30, in piazza Castelnuovo.

"I medici di Palermo - spiega Amato - si augurano che l'appello sia ascoltato anche dalle istituzioni preposte alla sicurezza e che ci sia una partecipazione massiccia anche delle associazioni dei pazienti e di tutte le sigle sindacali. L'indifferenza su quanto sta accadendo è inaccettabile".

Al Civico tra giovedì e venerdì un infermiere è stato aggredito due volte nel giro di poche ore e i medici sono stati costretti a barricarsi in una stanza in attesa dell’arrivo della polizia. Al Cervello un inserviente è stato colpito per aver invitato i parenti dei pazienti a liberare la stanza -  sovraffolata - durante la distribuzione dei pasti. Prima di lui un medico di Villa Sofia è stato picchiato con un casco da moto dal padre di un paziente. E ancora all'ospedale dei Bambini, medici e infermieri sono diventati bersaglio di un genitore disperato per la morte del figlioletto.

I tanti casi di violenza registrati hanno portato sindacati e manager dei nosocomi a denunciare il clima di terrore che ormai vive chi lavora in corsia e a chiedere ripetutamente interventi concreti da parte delle istituzioni. 

All'ospedale Civico i lavoratori sono in stato di agitazione. "Decisione assunta - si legge in una nota formata dai sindacati Anaao Assomed, Uil fpl medici, Anpo-Ascoti-Fials, Cgil medici, Cimo, Fassid Snr - non avendo avuto riscontro alcuno alle segnalazioni effettuate sulle numerose criticità dell'Arnas Civico-Di Cristina". E non escludono "più incisive iniziative allo scopo di tutelare la sicurezza e la dignità degli utenti e degli operatori sanitari". In un documento intersindacale sono stati riportati i temi trattati nel corso dell'ultima assemblea e sui quali si chiede di aprire un confronto: assenza di strategia, mancata condivisione delle scelte aziendali in fatto di organizzazione del lavoro e gestione degli spazi dedicati all’assistenza.

Giovanni Migliore, direttore generale dell'ospedale Civico e vicepresidente nazionale della Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere ha chiesto "tolleranza zero" per chi minaccia e aggredisce gli operatori sanitari e ha lanciato l'idea di una raccolta di firme per presentare un disegno di legge di iniziativa popolare che inasprisca le sanzioni in caso di aggressioni negli ospedali e nelle case di cura.

E anche la direzione strategica degli ospedali Villa Sofia-Cervello è intervenuta nei giorni scorsi con una lettera all'assessore regionale alla Sanità Ruggero Razza e ai direttori due due dipartimenti regionali della Sanità sottolineando che "il fenomeno assume per la crescente frequenza connotati francamente preoccupanti".

Anche le sigle Ugl sanità e medici Sicilia prenderanno parte alla manifestazione. Lo annunciano i rispettivi segretari regionali, Carmelo Urzì e Raffaele Lanteri, che condividono appieno l'iniziativa lanciata dagli ordini dei medici siciliani e sposata anche dall'assessore regionale della Salute Ruggero Razza. "Avremmo voluto occuparci di altro, come ad esempio di batterci per una sanità che possa garantire ai siciliani cure sempre più efficienti ed efficaci, ma da qualche anno - affermano i segretari regionali - ci troviamo a fronteggiare il grave fenomeno delle aggressioni all'interno degli ospedali nei confronti dei sanitari. Non ci siamo mai tirati indietro nel denunciare come tutto il personale in forza soprattutto nei pronto soccorso e nelle guardie mediche sia lasciato solo, con pochi strumenti a disposizione ed esigue misure di protezione atte a contrastare un'escalation di violenza sempre più preoccupante, tant'è che abbiamo invocato la presenza dell'esercito nelle strutture ospedaliere e l'attivazione di iniziative drastiche con punizioni esemplari per gli aggressori". 

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