"Mazzette sugli appalti", indagati 5 funzionari del Provveditorato opere pubbliche

Sono 5 gli avvisi di garanzia notificati dalla Squadra Mobile al termine di perquisizioni e sequestri negli uffici di piazza Verdi. L'inchiesta nasce dalla denuncia di un imprenditore dell'Ennese. Si ipotizzano i reati di associazione a delinquere, corruzione e concussione

La sede del Provveditorato interregionale opere pubbliche

Richieste di mazzette pari al 2-3% degli importi stanziati per gli appalti di ristrutturazione di edifici pubblici, scuole e chiese. Sono cinque gli avvisi di garanzia notificati stamattina dagli agenti della Squadra Mobile a cinque funzionari del Provveditorato interregionale per le opere pubbliche al termine di perquisizioni e sequestri effettuati negli uffici di piazza Verdi, alle spalle del Teatro Massimo. Per Carlo Amato, Franco Barberi, Antonio Casella, Claudio Monte e Fabrizio Muzzicato (in servizio a Enna) l’ipotesi di reato è quella di associazione a delinquere, corruzione e concussione.

L’inchiesta, che va avanti da circa un anno, nasce dalla denuncia di un imprenditore dell’Ennese che avrebbe riferito all’autorità giudiziaria le richieste anomale che sarebbero state avanzate dai funzionari per velocizzare le pratiche. Ma gli imprenditori che avrebbero subito lo stesso trattamento, anche nella provincia di Palermo, sarebbero numerosi. A condurre le indagini, sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Sergio Demontis e dei sostituti Pierangelo Padova e Giacomo Brandini, gli agenti della sezione Reati contro la pubblica amministrazione della Squadra Mobile.

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