Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

"Chiedevano soldi in cambio di favori", sospesi due agenti penitenziari del Pagliarelli

A muovere le fila sarebbe stato un assistente capo che, vantando le conoscenze di alcuni funzionari, avrebbe chiesto 2.000/2.500 euro ai colleghi per farsi trasferire di sede o ai candidati impegnati nelle prove dei concorsi

Il carcere dei Pagliarelli

Soldi e favori per ottenere il trasferimento da un carcere all’altro o per dare una “spintarella” ai candidati e consentire loro di superare i concorsi per diventare agente penitenziario. Il Nucleo investigativo regionale del Dipartimento di amministrazione penitenziaria e il reparto di polizia penitenziaria del carcere Pagliarelli hanno eseguito un provvedimento del tribunale di Palermo con cui viene applicata a D.Z. e F.M. la misura interdittiva della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio e l’obbligo di presentazione ad A.R., esterno al corpo di polizia. Ad altri 5 soggetti indagati, tre dei quali agenti penitenziari, è stato notificato l’avviso di garanzia.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori a muovere le fila sarebbe stato l’assistente capo D.Z., vantandosi di avere rapporti privilegati con alcuni funzionari. Bastava pagare una somma compresa tra i 2.000 e i 2.500 euro per entrare in un “sistema - si legge in una nota - fondato sulla ricerca di favori e scorciatoie da parte di pubblici ufficiali in servizio per ottenere vantaggi”, come farsi trasferire in un istituto penitenziario gradito o superare le prove selettive. “In un’occasione - prosegue la nota - lo stesso D.Z. sarebbe stato anche vittima di estorsione da parte di uno dei soggetti, estraneo al Corpo e all’Amministrazione, al quale si era rivolto per il conseguimento di indebiti favori, mediante la richiesta, accompagnata da minacce, di restituzione delle somme elargite”.

L'operazione, partita alle prime luci dell'alba, è stata coordinata dal Nucleo investigativo centrale della polizia penitenziaria e sono stati impiegati oltre al Nucleo regionale di Palermo e al Reparto di polizia penitenziaria di Pagliarelli anche i Nuclei investigativi regionali di Milano, Catanzaro e Cagliari. “La complessa attività di polizia giudiziaria - si conclude la nota - ha permesso di interrompere un sistema criminale, consolidato e remunerativo, fondato su millanteria e asserite relazioni, e quelle azioni che gettavano discredito sull’immagine del corpo e dell’Amministrazione, dimostrando che nella polizia penitenziaria non mancano gli anticorpi per combattere simili indegne condotte”.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Chiedevano soldi in cambio di favori", sospesi due agenti penitenziari del Pagliarelli

PalermoToday è in caricamento