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Rosario Crocetta

Rosario Crocetta

Favori e Rolex per i trasporti marittimi, rinviato a giudizio l'ex governatore Crocetta

Così ha deciso il gup per l'ex sindaco di Gela, per il suo collaboratore Massimo Finocchiaro e l'armatore Ettore Morace. Per gli altri indagati dell'inchiesta Mare monstrum il giudice si è dichiarato incompetente spostando il processo a Trapani

L’ex presidente della Regione Rosario Crocetta rinviato a giudizio per corruzione insieme al suo collaboratore Massimo Finocchiaro e all’armatore Ettore Morace. Così ha deciso il gup Claudia Rosini per tre degli indagati dell’inchiesta “Mare monstrum”, dichiarandosi invece incompetente per le posizioni degli altri imputati le cui posizioni passeranno al vaglio dell’autorità giudiziaria di Trapani. I pm avevano infatti chiesto il processo anche per Mimmo Fazio, Giuseppe Montalto, Marianna Caronia, Salvatrice Severino, Simona Vicari, Sergio Bagarella, Lucio Cipolla, Elisabetta Miceli, Giacomo Monteleone e l’impresa Liberty lines.

Nel 2017 i carabinieri arrestarono l’armatore Ettore Morace, l’ex deputato regionale e sindaco di Trapani Girolamo Gazio e il funzionario della Regione Giuseppe Montalto. Dopo lunghe indagini emerse un presunto giro di mazzette e favori nel mondo dei trasporti marittimi che avrebbe garantito ai Morace un guadagno di circa 10 milioni di euro per il periodo compreso tra il 2008 e il 2014. Un risultato che gli armatori avrebbero ottenuto grazie ad alcune pressioni esercitate dal mondo della politica e da alcuni dipendenti della pubblica amministrazione che avrebbero materialmente predisposto alcuni bandi.

Tra gli indagati anche l’ex senatrice Simona Vicari che, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, avrebbe ricevuto due orologi di lusso (un Rolex e un Bulgari per un valore complessivo di 12 mila euro) dopo aver fatto approvare un articolo della finanziaria nazionale con l'obiettivo di far abbassare l’Iva sul trasporto marittimo dal 10 al 4%. Sotto inchiesta anche il deputato e consigliere comunale Marianna Caronia che avrebbe ottenuto, grazie all’intercessione del funzionario regionale Montalto, una liquidazione superiore a quella che le sarebbe spettata dopo la fine del rapporto di lavoro con la Siremar.

La richiesta di rinvio a giudizio è stata avanzata anche per Salvatrice Severino, allora dirigente all’assessorato regionale ai Trasporti. Secondo l’accusa avrebbe gestito lei gran parte degli accordi che poi avrebbero favorito i Morace, "modulando" i bandi per l’assegnazione dei contributi regionali. Come confermerebbero alcuni scritti del marito della donna, un ex carabiniere, che avrebbe appuntato tutto su quelle relazioni illecite permettendo agli investigatori “di ricostruire i rapporti illeciti portati avanti con Vittorio Morace”. Contestati all’ex governatore Crocetta due assegni da 5 mila euro con cui Morace avrebbe finanziato il progetto politico “Riparte Sicilia”.

Gli indagati sono accusati a vario titolo dei reati di corruzione, turbata libertà degli incanti, violenza o minaccia a pubblico ufficiale, accesso abusivo a sistema informatico e rivelazione del segreto d’ufficio.

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