Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

False nozze per avere cittadinanza, "finte spose trattate come schiave"

C’era chi cercava ragazzi e ragazze siciliani disposti a contrarre matrimoni fasulli in cambio di denaro e chi reclutava marocchini cercavano un regolare permesso di soggiorno. L'organizzazione intascava 10 mila euro a rito

Era una vera e propria agenzia matrimoniale. C’era chi cercava ragazzi e ragazze siciliani disposti a contrarre falsi matrimoni in cambio di denaro e chi reclutava marocchini che avevano l’obiettivo di ottenere un regolare permesso di soggiorno, attraverso il ricongiungimento familiare con i finti coniugi. Questo quanto è emerso dall'operazione di oggi, nella quale 14 persone sono finite in manette - uno è ancora ricercato - arrestate per  reati che vanno dall'associazione a delinquere finalizzata all'ingresso illegale di stranieri, alla truffa e anche alla bigamia. Infatti, almeno due delle ragazze arrestate, a cui poi sono stati concessi i domiciliari, si erano sposate con questo metodo più volte probabilmente contando su funzionari dell'anagrafe compiacenti che ritardavano la registrazione delle nozze consentendo nel frattempo la celebrazione di un secondo matrimonio.

Dei 13 già arrestati nove hanno avuto i domiciliari e 4 la custodia in carcere anche se a una di questi – S. A., moglie dell'organizzatore dell'affare arrestato due anni fa, M. O. sono stati concessi i domiciliari in quanto madre di una bimba neonata. L'inchiesta è la prosecuzione di un'indagine avviata due anni fa. Sono stati arrestati nove falsi sposi e gli altri componenti dell'organizzazione. Dall'indagine eè emerso che uno degli arrestati, F. L. I., aveva “prestato”' la compagna che ha contratto ben due finti matrimoni. L'organizzazione intascava 10mila euro per ogni marocchino “sistemato”: di questi tremila andavano ai “nubendi” siciliani.

"Si tratta di donne - ha detto Rosaria Maida, dirigente della sezione che si occupa di immigrati alla Squadra Mobile - che vivono in condizioni economiche e socio-culturali disastrate, sono vittime dei reclutatorì". Coinvolte anche due gemelle di Pantelleria. Le ragazze hanno raccontato agli inquirenti che in Marocco, dove andavano a conoscere i futuri sposi e fissare le condizioni economiche dell'affare, venivano costrette a stare chiuse in casa per non farsi vedere in giro e malmenate. Circostanza che potrebbe fare ipotizzare anche il reato di riduzione in schiavitù.

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