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Sabato, 4 Dicembre 2021
Cronaca

Una famiglia stroncata dal Covid: "Addio Massimo Vinci, eri un eterno ragazzo"

Dopo Rita, consigliera comunale morta a una manciata di ore di distanza da Francesco, terapeuta molto noto in città, il Coronavirus uccide anche il più piccolo dei fratelli. A Palermo era un pilastro della notte coi suoi locali, dal Bobadilla a Villa Virginia

Per oltre mezzo secolo ha colto ogni attimo. Lo ha fatto con i suoi affetti più stretti, anche se non ha avuto modo di piangere quel fratello e quella sorella più grandi di lui che rappresentavano il suo centro, la sua famiglia. E lo ha fatto nel suo lavoro, iniziato negli anni della movida ruggente degli anni ‘90, quando Massimo Vinci entra a far parte dell’olimpo degli organizzatori e diventa un pilastro della notte coi suoi locali, dal Bobadilla a Villa Virginia.

Il 2021 non poteva essere più tragico di così per la famiglia Vinci. Dopo Rita, consigliera comunale di 65 anni morta a una manciata di ore di distanza dal fratello Francesco, terapeuta molto noto in città di poco più piccolo, il Covid bussa di nuovo alla porta di questa famiglia facendo un’altra vittima (tutti e tre i fratelli avevano scelto di non vaccinarsi). E' il più piccolo di casa Massimo, 53 anni, Massimone per gli amici, un eterno ragazzo che si è sempre distinto per la sua eleganza, il suo garbo. "Era molto noto in città non solo perché con il suo mestiere stava a contatto con tutti, ma soprattutto perché si faceva volere bene", racconta chi lo conosceva bene a PalermoToday

L’amico di tutti, una colonna portante di quel mondo della notte fatto di giovani che, gli anni più belli, li ha passati nei suoi locali. Tra tutti Villa Virginia, lo storico locale a San Lorenzo che per anni è stato una pietra miliare delle feste. “Era un perfezionista, un vero imprenditore, un amante del suo lavoro. A Palermo - prosegue il racconto - diremmo che era proprio un ‘beddu picciotto’, uno di quelli che gli uomini avrebbero voluto come amico e le donne come marito". L’ultima avventura, al Casale San Lorenzo, risale a non molto tempo fa, con la sorella Rita cui era molto legato. Se avesse avuto il tempo avrebbe colto altri attimi per raccontare, a modo suo, quella notte che lo rapì da ragazzino e che non lo fece disamorare mai.

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