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Sabato, 27 Novembre 2021
Cronaca

Assalto alla Cgil, la difesa di Ursino: "Ero lì ma non c'entro nulla, sono entrato dopo tutti gli altri"

Il leader palermitano di Forza Nuova, finito in carcere lunedì sera, ha risposto alle domande del giudice durante l'interrogatorio. Ha spiegato che sarebbe intervenuto per far uscire delle persone dalla sede del sindacato, invitandole a non toccare nulla. Ad incastrarlo però ci sarebbe un video

Non ha negato di essere stato nella sede della Cgil di Roma, il 9 ottobre scorso, quando è stata di fatto devastata da un gruppo composto da una cinquantina di persone, ma ha spiegato di essere entrato dopo tutti gli altri e solo per cercare di far uscire coloro che conosceva, invitandoli a non toccare nulla e, dunque, a non fare danni. E' questa la difesa di Massimo Ursino, il leader palermitano di Forza Nuova, finito in carcere lunedì sera con le accuse di resistenza e devastazione pluriaggravate, cioè per aver preso parte all'assalto alla sede del sindacato.

Stamattina durante l'interrogatorio di garanzia, assistito dall'avvocato Enrico Sanseverino, il militante neofascista ha deciso di rispondere alle domande del gip di Roma, sostenendo sostanzialmente di essere estraneo ai fatti che gli vengono contestati. Ad incastrare Ursino ci sarebbe però un video, che lo riprenderebbe durante la devastazione nel palazzo di corso d'Italia.

Ursino, che aveva documentato sui social la sua trasferta nella Capitale, era già stato denunciato subito dopo la manifestazione no vax e no Green pass degenerata poi in quei violenti disordini, ma la Procura di Roma - proprio in base alle immagini del video - ha ritenuto che la sua posizione si sarebbe aggravata. Da qui la richiesta di custodia cautelare in carcere, concessa dal gip. L'indagato si trova attualmente detenuto in una cella del Pagliarelli, perché lunedì sera la Digos lo ha fermato in città.

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