Cronaca Politeama

"Calunniò ex 007", scatta il pignoramento dei beni per Massimo Ciancimino

Il provvedimento nasce dalla condanna per calunnia nei confronti dell'agente dell'Aisi, Rosario Piraino. Il giudice ha stabilito un risarcimento da 50 mila euro. Da qui l'ingresso degli ufficiali giudiziari in casa del figlio di don Vito

Prima le accuse, poi la condanna e il carcere, adesso il pignoramento dei beni. La parabola discendente di Massimo Ciancimino prosegue. Gli ufficiali giudiziari hanno fatto il loro ingresso dell'abitazione del figlio di don Vito, a pochi passi dal Teatro Politeama.

Il provvedimento è scattato in seguito alla condanna per calunnia. Ciancimino aveva sostenuto che un ex agente dell'Aisi, Rosario Piraino, era un emissario del misterioso "Signor Franco" e che era andato a casa sua, a Bologna, a minacciarlo per fargli ritrattare le accuse agli uomini delle istituzioni coinvolti nella vicenda. Tutto falso secondo il giudice Michele Ruvolo, che ha disposto un risarcimento da 50 mila euro in favore di Piraino. Da qui il pignoramento.

Mobili, quadri, televisori, orologi, gioielli e altri oggetti di valore sono stati inventariati e portati via. Per entrare nell'abitazione, dal momento che Ciancimino è in carcere dal mese di gennaio per detenzione di esplosivo, gli ufficiali giudiziari hanno atteso che rientrasse in casa il tuttofare che si occupa delle piccole incombenze. L'ex moglie di Ciancimino, Carlotta Messerotti, sostiene che tutto ciò che c'è in casa appartiene a lei e non all'ex marito. Ma la procedura è andata avanti ugualmente.

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