Trentenne ha grave infezione del cuore: operazione salvavita al Maria Eleonora Hospital

Era stato rifiutato da un altro ospedale per la gravità del quadro clinico. Il responsabile della Cardiochirurgia Khalil Fattouch: "Noi abbiano seguito un approccio mininvasivo per l’intervento di sostituzione valvolare che è pienamente riuscito”

Ricomincia dalla sala operatoria del Maria Eleonora Hospital la vita di un ragazzo di 30 anni, immunodepresso e con una grave infezione al cuore. I medici lo hanno sottoposto a un delicato intervento mininvasivo salvandogli la vita. Il paziente era affetto da un linfoma e presentava un quadro clinico complesso, aggravato da insufficienza renale e da un’emorragia cerebrale, non trattate chirurgicamente. In seguito a un trapianto di midollo che l’aveva reso immunocompromesso, aveva sviluppato una gravissima endocardite (patologia rara che colpisce circa 5 persone ogni 100 mila: si tratta di un’infezione dell’endocardio, il rivestimento del cuore e delle valvole cardiache, causata molto spesso da batteri che entrano nell’organismo attraverso determinate procedure chirurgiche. La patologia colpisce più facilmente i soggetti immunodepressi ndr) che interessava la valvola mitrale. Il paziente era stato rifiutato in un altro ospedale della provincia proprio per via delle sue condizioni cliniche, perché considerato a rischio operatorio proibitivo.

"Il caso è giunto alla nostra attenzione perché Maria Eleonora Hospital è una struttura di Alta Specialità per la Cardiochirurgia. Infatti, il quadro clinico gravemente compromesso del paziente lo rendeva ad alto rischio chirurgico, motivo per cui era stato precedentemente rifiutato da altri centri – commenta Khalil Fattouch, responsabile della Cardiochirurgia a Maria Eleonora Hospital –, tuttavia nella nostra struttura, data la vasta ed importante casistica, possiamo accogliere casi di questa gravità. Siamo dunque intervenuti con un approccio chirurgico mininvasivo per l’intervento di sostituzione valvolare che è pienamente riuscito”.

L’intervento è stato affrontato da un’equipe chirurgica multidisciplinare, che includeva oltre agli specialisti dell’Heart Team e agli anestesisti, anche neurologo, oncoematologo e infettivologo, per un lavoro di squadra che ha portato in conclusione alla buona riuscita della difficile operazione.

Maria Eleonora Hospital tratta ogni anno una media di 350 pazienti affetti da patologie valvolari, tramite interventi di riparazione o sostituzione delle valvole mitrale e aortica con approcci mininvasivi e procedure percutanee, quindi senza cicatrici, utilizzando gli ultimi device e innovazioni tecnologiche.

L’infezione da endocardite, nel caso del 30enne, aveva compromesso in particolare la valvola mitrale, rendendo il paziente cardiopatico, e dunque a rischio per scompensi cardiaci, edemi polmonari ed embolie.

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L’intervento totalmente mininvasivo ha permesso la sostituzione della valvola mitrale infetta e compromessa con una protesi meccanica, un device che ha potenzialmente durata illimitata nel tempo perché meno soggetta ad usura rispetto alle valvole di origine biologica, richiede però di sottoporsi a terapia farmacologica a vita. Il paziente, dopo le dimissioni dall’ospedale, si trova attualmente in una struttura di riabilitazione a Palermo, dove segue un recupero graduale dell’autonomia funzionale per riprendere la sua quotidianità.

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