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Martedì, 25 Giugno 2024
Cronaca Bagheria

Aspra ricorda Filippo Salvi, il maresciallo di 36 anni morto nella caccia a Messina Denaro

Il carabiniere perse la vita nel 2007 precipitando in un burrone, nella zona di Bagheria

Al Museo dell'Acciuga di Aspra è stato ricordato Filippo Salvi, il carabiniere di 36 anni morto a Monte Catalfano nella notte del 12 luglio 2007 in un tragico incidente avvenuto mentre erano in corso le ricerche di Matteo Messina Denaro. Lo spiazzo del Museo è stato intitolato al carabiniere. Ad Aspra nei giorni scorsi sono arrivati diversi magistrati direttamente da Bergamo, la città di origine di Filippo Salvi.

Il carabiniere perse la vita precipitando in un crepaccio di Monte Catalfano, nella zona di Bagheria. Era un maresciallo ordinario della sezione anticrimine di Palermo, in forza ai Ros di Monreale. Il giorno in cui morì stava lavorando a un’operazione di ricerca di alcuni latitanti, tra cui proprio Matteo Messina Denaro. 

Per i carabinieri del Ros lui era conosciuto come Filippo Ram, per le sue capacità in ambito informatico. Questo è anche il nome del gruppo Facebook a lui dedicato nel quale ieri sono emersi numerosi post in sua memoria. I suoi compagni della sezione Anticrimine di Palermo, qualche anno fa, gli hanno scritto una lettera ricordandolo così: "Era il 'polentone' più 'terrone' che abbiamo conosciuto. È vero, lui era più siciliano di noi, amava la nostra terra forse più di noi. Rideva sempre, e chiacchierava". 

Giorgia Meloni ha dedicato un pensiero al carabiniere morto. "Il suo nome era Filippo Salvi ed è il maresciallo dei carabinieri al quale i colleghi hanno dedicato l’arresto del boss Messina Denaro. Filippo aveva 36 anni ed era molto legato al suo lavoro, quando - nel 2007 - morì durante un’indagine proprio per cercare di arrivare al boss. Quando si tenta di sminuire il lavoro dei tanti uomini e donne che ogni giorno, con coraggio e spirito di abnegazione, dedicano la loro vita alla lotta alla criminalità organizzata, si infanga anche la memoria di eroi silenziosi come Filippo. Noi non vogliamo dimenticare il suo sacrificio e quello di tanti italiani che hanno dato la loro stessa vita per un’Italia senza la mafia. Nel loro ricordo, continuerà la battaglia per estirpare la criminalità organizzata".

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