Cronaca

Isola, rimossa dal fondale una spadara "fantasma" di 2 mila metri: "Era lì da almeno 15 anni"

Si è conclusa l'operazione "Mare pulito". I sommozzatori della guardia costiera e centinaia di sub volontari, in occasione della Giornata mondiale degli oceani, si sono immersi per pulire il mare da mascherine chirurgiche, sacchetti e bottiglie di plastica, copertoni e tanto altro

La "spadara" rimossa dai fondali della riserva di Capo Gallo-Isola delle Femmine

Secondo i pescatori della zona quella spadara "fantasma" di 2 mila metri, una rete per la pesca abbandonata, si trovava sul fondale di Isola delle Femmine da almeno 15 anni. Si è conclusa ieri, in occasione della Giornata mondiale degli oceani, l’operazione "Mare pulito" coordinata in tutta Italia dalla guardia costiera. Complessivamente, tra tutti i comuni costieri, sono state rimosse 8,5 tonnellate di rifiuti di ogni genere: copertoni di ruote, attrezzi da pesca, sacchetti e bottiglie di plastica e vetro, guanti e stoviglie monouso, mascherine, ma anche tubi, latte, fusti metallici, sedie, pattini per bimbi, fuochi d'artificio e persino motorini.

Per l’occasione sono intervenuti, insieme ai sommozzatori dei nuclei sub della guardia costiera, centinaia di sub volontari con l’obiettivo di ripulire i fondali e sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema della sostenibilità ambientale in difesa degli ecosistemi marini e costieri. "La campagna ‘Mare pulito’ - si legge in una nota diffusa dalla Capitaneria di porto - rappresenta un’azione concreta a favore del nostro mare e del nostro futuro, ma rappresenta anche un’iniziativa volta ad evidenziare quanto l’impatto dell’uomo possa essere determinante per la salute degli ecosistemi marini".

Nelle acque di competenza della capitaneria di porto di Palermo, in occasione della "Giornata dell’ambiente" dello scorso 5 giugno, è stata recuperata una rete da pesca - una "spadara" - della lunghezza di circa 2 mila metri che giaceva nei fondali, all’interno della zona "B" dell’area marina protetta di Capo Gallo-Isola delle Femmine, a poche centinaia di metri dall’isolotto e ad una profondità di 50 metri, che a detta dei pescatori si trovava sul posto da circa 15 anni.

Alle operazioni di recupero hanno preso parte i militari della guardia costiera con la motovedetta CP282 e con il gommone GCB21, sono state effettuate da squadre di sub esperti, provenienti da tutta Italia, della Marevivo onlus e del Diving center Saracen e con l’ausilio di mezzi e personale della Cooperativa di pescatori Isola Pesca. La presenza di reti “fantasma” comporta annualmente la perdita di almeno il 5% della popolazione ittica, oltre alla cattura di plastiche e tessuti non biodegradabili, con enormi danni sia per l’ecosistema marino che per l’uomo.

Grazie alle tecniche di riciclo di ultima generazione, dalle reti da pesca recuperate sarà possibile ottenere fibre per confezionare capi di abbigliamento o per la produzione di reti da pallavolo. “L’attività di recupero delle reti abbandonate - si conclude nella nota - si inquadra nel campo delle iniziative volte alla tutela dell’ambiente marino, alla sicurezza della navigazione ed alla salvaguardia della biodiversità, poste in essere dalla capitaneria di porto di Palermo, anche nella qualità di soggetto gestore dell’area marina protetta di Capo Gallo-Isola delle Femmine”.

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