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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Cronaca

"Marcia popolare a tutela dell'ambiente": sacchi neri davanti a Palazzo d'Orleans

In migliaia sono scesi in strada con bandiere della Trinacria, maschere antismog e cartelloni, per dire no a discariche e inceneritori e contro il piano rifiuti del governo Crocetta. La manifestazione è partita da piazza Verdi per arrivare in piazza Indipendenza

Una marcia popolare, dietro lo striscione 'Difendiamo la nostra terra. Rete dei comitati territoriali siciliani', a difesa dell'ambiente e della salute e contro le politiche "scellerate imposte dal governo nazionale e accettate supinamente dal governo regionale". In migliaia sono scesi in piazza oggi a Palermo, portando sacchi neri dinanzi la sede del governo regionale. Bandiere della Trinacria, maschere antismog e cartelloni, per dire no a discariche e inceneritori e contro il piano rifiuti del governo Crocetta.

La manifestazione è partita da piazza Verdi per arrivare a Palazzo d'Orleans, in piazza Indipendenza. Chiare le richieste avanzate dalla Rete alle istituzioni: un piano dei rifiuti calibrato sulle reali esigenze dei comuni; fermare l'avanzata delle discariche private; l'immediata opera di bonifica dei luoghi sotto il controllo popolare; muoversi nel senso dei rifiuti zero e del riciclo a partire dalla produzione. 

"Una manifestazione - si legge in una nota - che nasce dalla volontà di diverse associazioni, coordinamenti, comitati di quartiere, realtà che a vario titolo, sulla base del principio dell'autodeterminazione, portano avanti in varie aree della Sicilia un lavoro quotidiano di difesa del territorio in termini di ambiente, salute, diritti fondamentali, qualità della vita. Malattie da inquinamento ambientale mietono sempre più vittime, il numero dei poveri aumenta arrivando a oltre 900 mila, sempre più giovani - le statistiche parlano di 20 mila nuovi emigranti - sono costretti ad emigrare per sopravvivere e se proprio non vogliono andar via la prospettiva è la disoccupazione, il precariato, lo sfruttamento. Uno scenario reale apocalittico a cui ha per ultimo contribuito il Governatore Rosario Crocetta. Occorre costruire politiche di tutela ambientale e sociale dei territori perchè non vogliamo più morire di inquinamento e non vogliamo più emigrare per tentare di sopravvivere. Il Governo italiano vuole imporre un sistema centralizzato nazionale di gestione dei rifiuti e togliere alle comunità il diritto di parola e di decisione. Questa cosa è inaccettabile e l’emergenza sociale distruggerà i loro biechi intenti! Oggi abbiamo palesato che non diamo più alcuno spazio alla mediazione, la nostra è una protesta dura e tenace, di chi i territori li ama e li vive e che dal basso giunge diretta a chi ci governa”. 
 

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