Sabato, 12 Giugno 2021
Cronaca Libertà / Piazza Croci

Diecimila in marcia per il lavoro Imprenditori e dipendenti in piazza

I manifestanti si sono radunati in piazza Croci con lo striscione "La Sicilia produttiva per il lavoro". Tra le bandiere di Cgil, Cisl, Uil e Ugl ci sono anche quelle di Confindustria, Cna, Confcommercio e Confesercenti

Il palco a piazza Verdi visto dall'alto (foto Campolo)

Più di diecimila persone per la “Marcia per il lavoro produttivo”. All'iniziativa hanno aderito dal comitato AddioPizzo alle diocesi di Agrigento, Siracusa e Ragusa a una moltitudine di piccole e grandi associazioni, tra le altre quelle antiracket Libero Futuro, Libera Sicilia, il Forum regionale delle associazioni familiari. La manifestazione è stata organizzata da diciassette sigle regionali, sindacali e dell’imprenditoria. La mobilitazione ha visto in piazza assieme, per la prima volta in Sicilia, il mondo del lavoro dipendente e quello dell’imprenditoria. E anche i rappresentanti delle associazioni che hanno informato dell’approvazione e del sostegno alla manifestazione, promossa da Cisl, Cgil, Uil, Ugl, Confindustria, Confcommercio, Cna, Confesercenti, Confartigianato, Cia, Confagricoltura, Confapi, Casartigiani, Claai, Confcooperative, Legacoop e Unicoop. Il concentramento dei partecipanti è iniziato alle 10 a piazza Croci, da dove un corteo di diecimila persone si è portato fino al Massimo. Sciopererà anche il comparto dei trasporti.

ORE 11,30
I manifestanti sono partiti da piazza Croci. In strada ci sono circa 10 mila persone. "Quella di stamattina che vede insieme sindacati e imprese non è una manifestazione contro qualcuno ma per una Sicilia produttiva. Siamo stanchi di un'isola parassitaria, clientelare ed assistenziale e qui in strada c'è l'isola fatta di lavoratori e di imprese". A dirlo è Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia, "Alla politica - aggiunge - chiediamo radicale discontinuità rispetto al passato, politiche di crescita e di sviluppo perchè davanti ad una crisi economica che morde nell'Isola più che altrove serve uno sforzo collettivo". "Le migliaia di precari che abbiamo e che non possiamo abbandonare per strada, ma devono diventare un soggetto produttivo vero. Vogliamo - ha concluso Lo Bello - una Sicilia senza clientelismo e abbiamo bisogno di una forte rivoluzione culturale".

 

 

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