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Mercoledì, 27 Settembre 2023
L'iniziativa / Sperone

Una marcia per accendere le "Luci allo Sperone" e dare voce al quartiere: "Basta pregiudizi"

Studenti, docenti, dirigenti scolastici, politici e rappresentanti di sindacati e associazioni hanno dato vita alla manifestazione per riportare attenzione sulla zona. La richiesta è chiara: non parlarne solo per fatti di cronaca. Il videomessaggio del presidente di Libera, don Ciotti: "Aiutiamo chi ha perso la strada a ritrovarla e chi ha perso la speranza a riaccenderla"

Un incontro nella palestra Valentino Renda e poi una passeggiata fra le vie del quartiere, nei luoghi abbandonati e spesso diventati centri dello spaccio. SI è svolta così questa mattina la manifestazione "Luci allo Sperone". Una marcia per ridare speranza al quartiere, di cui spesso si parla per fatti di cronaca come accaduto per il blitz antidroga che qualche giorno fa ha portato all'arresto di 57 persone per spaccio. Per strada, associazioni, studenti, presidi, assessori comunali, esponenti di partiti politici e sindacati. 

"Voi oggi avete scelto di 'camminare insieme' per le strade dello Sperone ma come diceva Tonino Bello 'non è sufficiente camminare insieme' piuttosto è fondamentale 'stare insieme per camminare' come state facendo voi - ha detto don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, in un videomessaggio inviato per la manifestazione - Questo 'noi in cammino' diventa un formidabile portatore di luce per il quartiere che ne ha tanto bisogno e per la città tutta. Alimenta le luci che già splendono, delle cose belle che si fanno e che dovrebbero avere più risalto e riconoscimento. E accende luci nuove nelle vie, nelle piazze e nelle coscienze della gente. Portare la luce nelle strade, per aiutare chi ha perso la strada a ritrovarla e chi ha perso la speranza a riaccenderla dentro di sé e dentro ai suoi contesti di vita. Anche io sono con voi insieme per camminare". 

"Accendere le luci allo Sperone, significa restituire ai luoghi dignità e alle persone futuro - afferma il segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo - Le luci dello Sperone sono i cittadini che ci vivono, sono i più giovani, sono i bambini. La responsabilità e l'impegno di tutti sono necessari ogni giorno affinché i tanti Sperone diventino centrali nelle scelte e nelle politiche quotidiane. La Cgil c'è, con i suoi presidi aperti ogni giorno in tutte le periferie, e sostiene ogni giorno le rivendicazioni dei lavoratori, degli operatori della scuola, degli abitanti, per la crescita del quartiere".

"Abbiamo condiviso con centinaia di persone un pezzo di strada e ognuno di noi ha portato con sé un pezzo del puzzle necessario a far sì che nella nostra città il degrado diventi un ricordo del passato- aggiunge Damiano Salmeri, responsabile Camera del Lavoro di Brancaccio - Serve la volontà e la partecipazione di tutti per fare degli ‘Sperone’ un nuovo mondo a misura dei cittadini. La Cgil di Palermo e la Cgil di Brancaccio, con tutte le altre categorie e i presidi Cgil  sul territorio, daranno  il proprio contributo”. 

In strada anche Antonella Di Bartolo, dirigente dell'istituto comprensivo Sperone-Pertini, che invita a "combattere disillusione e rassegnazione. Si deve lavorare perché cadano i pregiudizi verso quartieri raccontati spesso solo in negativo". 

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