Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Si toglie la vita Marcello Vassallo, primo sospettato dell'omicidio Fragalà

A causa di un diverbio con l'avvocato assassinato era entrato nel mirino degli inquirenti, ma la sua posizione era stata archiviata e le indagini si erano spostate sulla pista mafiosa. L'uomo si è sempre ritenuto vittima di un'ingiustizia

Ha deciso di mettere fine alla sua vita e lo ha fatto premendo il dito sul grilletto di una pistola. Marcello Vassallo si è suicidato due notti fa, in un appartamento della zona di via Belgio, dopo un primo tentativo risalente a qualche giorno prima. All’indomani dell’omicidio Fragalà era diventato uno dei primi sospettati a causa di un acceso diverbio avuto proprio con l’avvocato nel suo studio, ma la sua posizione era stata archiviata e le indagini si erano spostate sulla pista mafiosa.

Vassallo era stato arrestato dalla polizia nel 2008 per detenzione illegale di armi e munizioni. Ne era nato un processo che, due anni dopo, si è concluso con il patteggiamento di una condanna a due anni e quattro mesi. Poi una breve detenzione in carcere e il passaggio ai domiciliari. Proprio l’esito del giudizio e la diatriba su una ricevuta da 500 euro per la parcella dell’avvocato furono i temi che portarono l’uomo allo scontro verbale con Fragalà.

Pian piano i sospetti su di lui si sono affievoliti, ma Vassallo non avrebbe mai reagito bene alla situazione. Negli ultimi giorni - come riporta il Giornale di Sicilia - al suo avvocato Giuseppe Sciarrotta aveva detto di ritenersi vittima di un’ingiustizia, prima per essere finito sotto inchiesta e poi per non essere risarcito per quanto vissuto. Restano le zone d’ombra sulle armi trovate anni fa in casa sua grazie a una segnalazione confidenziale fatta agli agenti del commissariato.

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