Mannino, innocenza assoluta: "Lui e la mafia? Era una vittima dell'impegno contro Cosa nostra"

L’assoluzione dell'ex ministro, depositate le motivazioni della sentenza emessa dai giudici di appello di Palermo: "Trattativa, accuse infondate"

Calogero Mannino - foto Ansa

Non è stato affatto dimostrato che Mannino fosse finito anch'egli nel mirino della mafia a causa di sue presunte ed indìmostrate promesse non mantenute (addirittura, quella del buon esito del primo maxi processo) ma, anzi, al contrario, è piuttosto emerso dalla sua sentenza assolutoria per il reato di cui agli articoli 110, 416 bis del codice penale, che costui fosse una vittima designata della mafia, proprio a causa della sua specifica azione di contrasto a Cosa nostra quale esponente del governo del 1991, in cui era rientrato dal mese di febbraio di quello stesso anno". E' quello che si legge nelle motivazioni della sentenza emessa dai giudici di appello di Palermo che hanno assolto Calogero Mannino dall'accusa di minaccia a Corpo politico dello Stato".

La tesi "della Procura di Palermo con riguardo alla posizione" dell'ex ministro Mannino, imputato nel processo stralcio della trattativa stato-mafia "si appalesa non solo infondata, ma anche totalmente illogica ed incongruente con la ricostruzione complessiva dei fatti, con la quale non combacia da qualunque punto di vista la si voglia guardare", si legge nelle motivazioni della Corte d'Appello della sentenza di assoluzione. Mannino è stato assolto sia in primo che in secondo grado dall'accusa di minaccia o violenza a corpo politico dello Stato.

Fonte: Adnkronos

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