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Cronaca

La pubblicità dell'Amat costata 10 mila euro non piace neanche al presidente: "Pronti a rimuoverla"

La campagna è stata affidata allo studio di Antonello Blandi con una determina del direttore generale, nella fase di transizione tra la presidenza di Michele Cimino e quella di Giuseppe Mistretta, a ridosso di Pasqua. Ferrandelli (Azione) presenta un'interrogazione al sindaco

E' costata oltre 10.600 euro ed è stata realizzata dalla "Antonello Blandi Grafica e Pubblicità" con sede in via Resuttana Colli. La campagna pubblicitaria dell'Amat, che nelle intenzioni aveva lo scopo di "rilanciare l'immagine aziendale", ma che invece sta suscitando mille polemiche, è stata affidata nel periodo di passaggio dalla presidenza di Michele Cimino all'insediamento del suo successore, Giuseppe Mistretta (nella foto), con una determina (la numero 102) del direttore generale, l'ingegnere Domenico Caminiti, pochi giorni prima di Pasqua, il 4 aprile. Ma la pubblicità non piace neanche al nuovo presidente, che sta addirittura "valutando di farla rimuovere", come spiega a PalermoToday.

giuseppe-mistretta-presidente-amatSorprende - vista la reazione dei cittadini - che i motivi che hanno fatto ricadere la scelta sull'azienda di Blandi, presente nell'albo dei fornitori dell'azienda, come si legge nel documento, è che "ha perfettamente interpretato le esigenze aziendali, individuando un messaggio socialmente strategico". Senza dubbio in tema di trasporto pubblico è fondamentale che gli utenti acquistino e obliterino il biglietto (e a Palermo esiste un esercito di "portoghesi", tanto che negli anni si è ricorso alla vigilanza privata proprio per aumentare i controlli), ma è difficile che un manifesto possa convincere chi non lo fa a cambiare idea.

"Il messaggio è comunicato in negativo e dà una brutta immagine dell'azienda", ammette Mistretta. Che chiarisce: "Questa campagna non è stata formalmente voluta né da me né dal mio predecessore, con la cui gestione voglio peraltro pormi in continuità. Ci sono tanti messaggi importanti da comunicare, come ad esempio la possibilità di acquistare i biglietti on line e di pagarli con il Pos a bordo dei mezzi. Viste le polemiche sto anche valutando di far rimuovere i manifesti".

Insomma, la campagna di Blandi non è piaciuta proprio a nessuno ed è diventata persino oggetto di un'interrogazione da parte del capogruppo di Azione in Consiglio, Fabrizio Ferrandelli: "E' necessario conoscere la valutazione circa l'opportunità di spendere denaro pubblico per fini pubblicitari. Grazie alla prevalenza comunicativa dei social sarebbe stata più incisiva e sicuramente meno dispendiosa una campagna pubblicitaria incentrata sulla diffusione del messaggio su questi canali".

Concetta Amella, consigliere comunale del M5S, fa sapere di aver "inviato richiesta di audizione in terza commissione per il presidente Mistretta sulle motivazioni che lo hanno indotto a spendere più di 10.000 euro per una campagna pubblicitaria che non migliora, ma pregiudica ulteriormente l'immagine dell'azienda".

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