Cronaca

"Prenderesti mai del veleno?", anche a Palermo manifesti anti pillola abortiva: è polemica

La campagna, con cartelloni alle fermate degli autobus, ha fatto insorgere il Coordinamento antiviolenza 21luglio Palermo: "Messaggi fuorvianti e oscurantisti: l'ennesimo attacco ai diritti delle donne"

Una donna per terra, priva di sensi, che ha ancora in mano una mela e la scritta bianca su fondo rosso "Prenderesti mai del veleno?". E' il messaggio contro la pillola abortiva comparso su alcuni cartelloni in città. Si legge poi: "Stop alla pillola abortiva RU486: mette a rischio la salute e la vita della donna e uccide il figlio nel grembo". E, più in basso l'hashtag "dalla parte delle donne". La campagna ha fatto insorgere il Coordinamento antiviolenza 21luglio Palermo, Casa mediterranea delle donne, Sinistra Comune, UdiPalermo - Le Onde, che parlano di "messaggi fuorvianti e oscurantisti: l'ennesimo attacco ai diritti delle donne".

"Si respira un clima da Santa Inquisizione in Italia - si legge in una nota - L'inquietante pubblicità contro la Ru486, oltre ad essere un ennesimo attacco sferrato ai diritti delle donne, veicola anche messaggi che distorcono la realtà. Come si può parlare di un farmaco adottato in un paese con tutti i crismi della ufficialità e secondo severi protocolli di sicurezza  in termini di veleno? Il corpo femminile si conferma terreno di battaglie ideologiche, in cui culture oscurantiste si sovrappongono e mescolano lanciando messaggi fuorvianti. Altro che 'dallapartedelledonne'. Insieme a diverse sigle ed  associazioni di donne in Italia, pretendiamo l'immediata rimozione dei cartelloni. L'appello lanciato dall'Udi nazionale, cui aderiamo, rivendica anche il diritto di avere chiarezza sulle informazioni false contenute nella pubblicità e chiede l'adozione di provvedimenti urgenti". 

Il farmaco è stato approvato dall'Aifa nel 2009, ma l'impiego era limitato al regime di ricovero per i tre giorni necessari, anche se molte regioni con ordinanze proprie permettevano il day hospital. Solo ad agosto il ministero della Salute ha pubblicato le nuove linee guida sull'aborto farmacologico, che annullano l'obbligo di ricovero e allungano il periodo in cui si può ricorrere al farmaco fino alla nona settimana di gravidanza.  

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