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"L'aborto è un diritto, non un'opinione": parte da Palermo l'azione legale contro una Onlus

Maghweb ha denunciato per procurato allarme e per diffusione di notizie false, esagerate e tendenziose l'associazione Pro Vita e famiglia che ha affisso in città i manifesti contro la pillola abortiva RU-486. Lanciata anche la contro-campagna “Non è un veleno" per combattere la disinformazione con l'informazione scientifica

Un'azione legale e una campagna d'informazione. Così Palermo scende in campo contro gli anti abortisti. L’Associazione di promozione sociale Maghweb ieri ha denunciato la onlus Pro Vita e Famiglia per procurato allarme e per diffusione di notizie false, esagerate e tendenziose. "Promuovono messaggi fuorvianti e privi di fondamenti scientifici - spiegano dall'associazione - facendo leva sulle paure e sulle posizioni di vulnerabilità delle donne". Tutto è cominciato dall'affissione in città di alcuni manifesti. “Prenderesti mai del veleno? Stop alla pillola abortiva RU-486, mette a rischio la salute e la vita della donna e uccide il figlio nel grembo”. Questo il messaggio diffuso da Pro Vita e Famiglia, in risposta alle nuove linee guida dell'Agenzia italiana del farmaco sull'utilizzo della pillola abortiva RU-486, che ha fatto infuriare Maghweb.

"Le campagne comunicative di Pro Vita - continua l'associazione - non si sono mai arrestate e si fondano tuttora su opinioni prive di ogni e qualsiasi fondamento giuridico, che alimentano paura e senso di colpa". Da qui la contro campagna Non è un veleno, un progetto di sensibilizzazione il cui obiettivo principale è combattere la disinformazione con l'informazione, scientifica e puntuale. Una campagna nata per far sì che manifesti come quelli di Pro Vita e Famiglia non appaiano più e che ogni donna possa esercitare la propria libertà di scelta senza essere fuorviata da affermazioni scorrette.

L'azione legale rappresenta l’approdo finale del lavoro di documentazione, ricerca e analisi strutturata fatto per realizzare la campagna che punta su tre azioni: una comunicativa, grazie alla condivisione, su scala nazionale, di manifesti per ridisegnare lo spazio con messaggi corretti; un’azione informativa, grazie alla creazione di contenuti giornalistici che alimentano una informazione scientifica e puntuale; infine, un’azione legale per procurato allarme e per diffusione di notizie false, esagerate e tendenziose. "La RU-486 - afferma l'associazione - non è un veleno, il vero veleno è la disinformazione. Basta affidarsi all'evidenza scientifica e non soffermarsi esclusivamente sugli slogan pubblicitari. Ora più che mai occorre preservare, custodire e tutelare un diritto conquistato con gran fatica, da atteggiamenti oscurantisti che vogliono inquisire e recriminare l’accesso all’aborto sicuro: la legge 194 tutela un diritto, riconosce l’autodeterminazione, la capacità e la competenza delle donne di decidere sulla loro gravidanza. L’allusione 'Prenderesti mai del veleno?' riferita alla RU-486 è una frase violenta e pericolosa, perché veicola informazioni false, esagerate e tendenziose. Noi pensiamo - conclude Maghweb - che ogni donna che intenda ricorrere all’aborto, un diritto legalmente riconosciuto, debba essere tutelata, aiutata e informata e mai spaventata e ostacolata".
 

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