"Ci sei mai stato in una scuola del Sud?", studenti in piazza contro il ministro Bussetti

Corteo per le vie del centro. I ragazzi protestano contro i tagli al settore e contro la riforma dell'esame di maturità: "Oltre al danno anche la beffa: ovvero le dichiarazioni marcatamente anti meridionali del ministro"

La protesta degli studenti

"Ci sei mai stato in una scuola del Sud? Bussetti impegnati tu!". E' il testo dello striscione retto da centinaia di studenti palermitani, scesi in piazza contro i tagli alla scuola e contro la riforma dell'esame di maturità. Da Palermo però anche una risposta alle recenti dichiarazioni del ministro dell'Istruzione Bussetti. Il titolare del Miur ha infatti sottolineato che al Sud non servono finanziamenti, ma più impegno. Parole che hanno suscitato non poche polemiche.

Una protesta, spiegano gli organizzatori, "contro lo smantellamento della scuola pubblica e gettano una luce sulla specifica situazione che caratterizza le scuole del Sud che da sempre, da un lato non viene considerato per fondi e investimenti e, dall'altro viene derubato di giovani che dovrebbero rappresentare il futuro di questa terra".

Tra le tante scuole presenti: il liceo classico Umberto I, il liceo classico Garibaldi, l'istituto professionale Pietro Piazza, il liceo scientifico Benedetto Croce, il liceo scientifico Galileo Galilei, il liceo linguistico Cassarà, istituto superiore Palmeri di Termini Imerese. 

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protesta studenti2-2Il serpentone di studenti si muove per le vie del centro storico diretto verso piazza Indipendenza, sede della presidenza della Regione. "Resteremo in Sicilia", urlano gli studenti. "Quest'anno - dice Anna, studentessa del liceo classico Umberto I - Faremo i conti con un esame del tutto nuovo. Niente tesina, i temi dell'orale verranno estratti a sorte e la seconda prova prevederà più materie. Una modifica calata dall'alto che trasforma noi studenti in cavie da laboratorio e costringe i professori a cambiare i programmi in una corsa contro il tempo. Inoltre il governo Lega-5 Stelle ha previsto 4 miliardi di tagli all'istruzione confermando, nonostante si sia autoproclamato governo del cambiamento, le solite politiche di tagli e sacrifici che hanno caratterizzato i diversi governi succedutisi nel tempo. In questo scenario altamente preoccupante si inseriscono le criticità strutturali e le lacune nei servizi con scuole che cadono a pezzi e l'assenza di riscaldamenti, con la mancanza di kit per il primo soccorso e delle agevolazioni per gli studenti, sopratutto per i pendolari, che utilizzano i mezzi pubblici. Non parliamo poi del caro libri che diventa di anno in anno un peso sempre più insostenibile sulle spalle delle famiglie. Noi studenti del Sud, ed in particolari siciliani, viviamo come una vera e propria corsa ad ostacoli la nostra quotidiana vita studentesca in cui tutte le criticità vissute a livello nazionale qui sono amplificate. Tante le difficoltà che incontriamo tutti i giorni e che spingono molti di noi ad emigrare. Non è un caso che i tassi di emigrazione giovanile dalla Sicilia al Nord Italia siano altissimi. Oltre al danno, la beffa,.ovvero le dichiarazioni marcatamente anti meridionali del ministro dell'Istruzione Bussetti che osa dire a noi studenti del Sud che il nostro unico problema sia la mancanza di impegno rispetto ai suoi cari studenti del Nord".

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