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Giovedì, 9 Dicembre 2021
Cronaca Oreto-Stazione / Via Tiro a Segno

Alta tensione al canile di via Tiro a Segno, ruote bucate e protesta: animalisti contro il Comune

"No alla deportazione incontrollata dei cani": i manifestanti si sono opposti al trasferimento in una struttura di Ragusa. Tagliate le gomme dei furgoni da utilizzare per il "trasloco"

Fuori dai cancelli di via Tiro a segno una quarantina di persone protestano per bloccare la "deportazione", mentre l’Amministrazione comunale si è barricata all’interno e sembra voler tirare dritto per la propria strada, trasferendo gli animali per potere successivamente avviare la ristrutturazione del canile. E qualcuno, per impedirlo, ha anche bucato le ruote dei furgoni (foto in basso a destra) che sarebbero dovuti servire per il trasporto. Per il secondo giorno consecutivo i manifestanti stanno cercando di impedire il trasferimento, sembrerebbe in una struttura nella zona di Ragusa, di una trentina di cani (su circa 140) fra i quali ce ne sono alcuni malati o vaccinati da meno di 24 ore.

IL COMUNE: "SCARDINIAMO UN BUSINESS OSCURO"

2 - Protesta canile 27 marzo 2017-2"Hanno affidato il lavoro - spiega l’animalista Lia Palazzolo - a un’associazione non registrata, la Travel Dog di Antonio Capizzi, che sarebbe il compagno di una persona denunciata più volte per maltrattamento, ritenuta anche responsabile di alcune morti sospette di animali. Vogliono fare questa operazione senza garantire la tracciabilità dei cani, quindi non sapremo mai dove sono andati a finire e cosa gli succederà". La tensione in via Tiro a segno è alta poichè non viene concesso l’ingresso ai volontari della struttura, agli animalisti, agli attivisti politici e ai presidenti delle associazioni che stanno seguendo la vicenda.

"Questo è abuso di potere - spiega Gemma Versace, la volontaria del canile - perché si tratta di un posto pubblico e non possono impedirci di entrare a vedere cosa succede. Nessuno vuole vietare che vengano fatti i lavori, ma non capiamo il perché di tutta questa fretta. La storia della ristrutturazione è vecchia". Gli altri manifestanti protestano anche per la mancanza di dialogo con l’Amministrazione, rappresentata dal capo area Gabriele Marchese, chiuso insieme ai veterinari e alle forze di polizia (foto in basso). "Ci stiamo preoccupando del benessere dei cani. Stiamo lavorando e non posso rilasciare altre dichiarazioni, così come mi ha consigliato di fare il Sindaco".

Gli animalisti si oppongono all’affidamento dei cani all’associazione designata dal Comune, che ha promesso un corrispettivo di poco meno di 500 euro ad animale da pagare in due tranche: una a inizio lavori e una al termine, dopo aver verificato le condizioni dei cani. Ma gli animalisti, ancora una volta, non ci stanno: "Ci siamo proposti - spiega Ilenia Rimi, delegata di "Un atto d’amore onlus" - per l'adozione grauita degli animali. Il Comune ha modificato in 24 ore il bando per potere appaltare il lavoro all’associazione prescelte, nonostante non risulti neanche registrata nell’apposito albo. Come se avessero già deciso tutto".

I manifestanti, facendo fronte comune, stanno valutando insieme ad alcuni legali di richiedere al magistrato il sequestro probatorio per “cristallizzare” la vicenda e valutare eventuali ipotesi di reato. E la tensione continua a salire con gli animalisti seduti con le braccia incrociate davanti al cancello. A interessarsi della vicenda anche il consigliere Giulio Cusumano: "Abbiamo provato a mediare ma ognuno, nel bene o nel male, è rimasto fermo nelle proprie posizioni. I signori presenti devono applicare un provvedimento e se non vi alzate rischiate una denuncia per interruzione di pubblico servizio".

1 - Protesta canile 27 marzo 2017-2

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