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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca Calatafimi / Piazza Indipendenza

Precari in piazza: "Dopo 20 anni di contratti a termine chiediamo stabilità"

La manifestazione è stata indetta da Cgil, Cisl e Uil. Al fianco dei lavoratori anche una rappresentanza dell'Anci Sicilia. Nelle stesse ore sono scesi in strada anche i lavoratori di Almaviva. "Servono - dice Erasmo Palazzotto (Sel) - interventi contro le delocalizzazioni"

Precari degli Enti locali in piazza stamani per chiedere "certezze per il proprio futuro". La manifestazione è stata indetta da Cgil, Cisl e Uil ma al fianco dei lavoratori c'era anche una rappresentanza dell'Anci Sicilia con in testa il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando. Il corteo, con migliaia di persone, è partito da piazza Marina alla volta di Palazzo d'Orleans attraversando corso Vittorio Emanuele. 

"In questi giorni a Roma si discute della sorte dei precari, di nuove proroghe e della creazione di un'Agenzia per il lavoro che rischia di essere solo un nuovo carrozzone - dicono gli esponenti della Fp Cgil Sicilia - Un'agenzia interinale di Stato che esternalizza servizi essenziali sia alla Regione che negli enti locali, espletati da 20 anni da lavoratori con contratti a termine". "Lo sciopero - aggiunge Mimma Argurio della segreteria regionale Cgil - è il primo momento della battaglia che intendiamo portare avanti insieme a sostegno del pubblico impiego sia nei confronti del governo regionale che di quello nazionale".

Migliaia di precari in piazza - foto Simona Barbaro

"Stamattina oltre un centinaio di sindaci e amministratori provenienti da tutta la Sicilia hanno partecipato allo sciopero - ha detto il presidente di AnciSicilia Leoluca Orlando - ribadendo come i comuni e il mondo del lavoro della nostra Isola siano messi a dura prova, da troppo tempo, da una condizione di estrema sofferenza. Per questi motivi chiediamo un incontro formale al presidente del Consiglio, Matteo Renzi". Secondo Orlando "la gravissima crisi finanziaria determinata in parte da scelte regionali, si ripercuote negativamente anche sul fronte dei lavoratori precari, su imprese, fornitori e sui servizi da erogare ai cittadini e di fatto impedisce che si attivino quei meccanismi virtuosi per il buon governo del territorio e per il rilancio dell'economia". Anci Sicilia chiede dunque "una soluzione definitiva per uscire dalla logica delle proroghe e delle deroghe, trovando per questi lavoratori un assetto stabile che li porti fuori dalla loro condizione di perenne incertezza".

“Il futuro di oltre ventiduemila lavoratori  - commenta Vincenzo Figuccia, vicecapogruppo di Forza Italia all’Ars e componente della commissione Lavoro - è nelle mani di un’amministrazione regionale incapace di affrontare con serietà l’ormai annoso nodo precariato negli enti locali e di un governo nazionale che non vuole ancora una volta assumersi le proprie responsabilità. Sottovalutare la protesta e la rabbia di questi siciliani, anche oggi in piazza senza un interlocutore serio, è un errore grave di Palazzo d’Orleans e di Palazzo Chigi. Rosario Crocetta ha il dovere di individuare una strada definitiva di stabilizzazione. I precari siciliani sono primi per record di rinnovi, situazioni che hanno davvero dell’incredibile. Non si può rimanere precari per decenni”.

“Da Roma giungono le ennesime promesse di stabilizzazione – prosegue l’esponente azzurro – siamo però certi che i governi Renzi e Crocetta produrranno al massimo nuove proroghe per i precari, sarà così che ancora una volta la montagna partorirà un topolino. Forza Italia si batte per una razionalizzazione vera della macchina amministrativa regionale e per una tutela reale di migliaia di lavoratori sino ad oggi presi in giro. Da componente della commissione Lavoro dell’Ars porterò sin dai prossimi giorni all’attenzione del parlamento regionale le tante, troppe vertenze inascoltate dal governo siciliano”.

Contemporeneamente si è svolta, davanti alla Prefettura, una manifestazione dei lavoratori Almaviva. "Il vuoto normativo, l'assenza di un'adeguata politica industriale e la mancata applicazione delle norme per quel che concerne le delocalizzazioni  - diceil deputato siciliano di Sel Erasmo Palazzotto - rischiano di portare al collasso dell'intero comparto dei call center. In particolare nel Sud il rischio concreto è l'estromissione dal mondo del lavoro per migliaia di persone”. “Ad aggravare la situazione - prosegue Palazzotto- anche la totale assenza del governo regionale, che sembra disinteressato a svolgere un ruolo nella difficile trattativa, mentre appare chiara la strategia di Almaviva interessata ad ottenere solo ulteriori riduzioni dei costi per il personale e proseguire con la smobilitazione dal terroritorio siciliano già fortemente colpito da disocuppazione e impoverimento”. Per Palazzotto "Occorrono urgenti interventi legislativi per contrastare il fenomeno delle delocalizzazioni e una seria politica industriale sul settore. Il silenzio della politica, in questi anni, ha consentito un vero e proprio far west in cui a pagare sono sempre e solo i lavoratori del comparto” .

"Alla preoccupazione grave manifestata oggi dalle lavoratrici e dai lavoratori di Almaviva con lo sciopero odierno, si associa la preoccupazione dell’amministrazione comunale - aggiungono il sindaco Orlando e l'assessore alle Attività produttive Giovanna Marano - Per questo, l’obiettivo primario è la salvaguardia dei livelli occupazionali insieme alla ricerca di una prospettiva che consolidi il settore produttivo dei call center di cui Palermo, per quantità e qualità delle lavoratici e dei lavoratori impiegati oltre che delle imprese presenti ,ha un orgoglioso primato”. Il sindaco ha assunto l'impegno a farsi portavoce presso il governo nazionale e segnatamente con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Claudio De Vincenti affinché siano assunte iniziative urgenti per rafforzare quello che oggi rappresenta la vocazione produttiva più a rischio sul territorio.

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