menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Un momento della protesta dei lavoratori della Fiat

Un momento della protesta dei lavoratori della Fiat

Fiat di Termini, gli operai a Roma Alemanno blocca la manifestazione

Seicento lavoratori nella capitale per seguire da vicino l'importante vertice di oggi. Ma il sindaco ha chiesto lo stop a Questore e Prefetto. Burrafato: "La città è sede dei ministeri, deve sopportare anche i nostri cortei"

Bloccati dal Sindaco. Seicento operai della Fiat si sono dati appuntamento a Roma per assistere da vicino a un appuntamento fondamentale per il loro futuro. Intorno alle 15 al ministero dello Sviluppo economico si terrà infatti una riunione tra l'advisor, i rappresentanti sindacali e la Regione. I lavoratori hanno deciso di attendere fuori con un sit-in l'esito del vertice. Ma il sindaco della capitale Gianni Alemanno si è adoperato per bloccare la loro protesta.

"Ho telefonato a Questore e Prefetto – dichiara lo stesso Alemanno – chiedendo una reazione immediata per bloccare la manifestazione che ha già mandato in tilt il traffico nel centro di Roma. Pur comprendendo le ragioni dei lavoratori della Fiat - prosegue Alemanno- non si può tollerare che una parte nevralgica della città come il centro venga completamente paralizzata causando danni e forti disagi ad altri lavoratori".

Non si fa attendere la risposta del primo cittadino di Termini Imerese Totò Burrafato, presente anche lui a Roma. “E’ chiaro che Roma se ne frega del disagio e della sofferenza di Termini Imerese – dichiara Burrafato - ma se Roma è Capitale e sede dei Ministeri, deve sopportare oltre allo slogan Roma Capitale anche le nostre proteste e i cortei".

Le tute blu però non hanno intenzione di arrendersi. "Una volta arrivati a piazza SS.Apostoli - racconta Peppe, da 34 anni operaio a Termini Imerese - le forze dell'ordine hanno fatto un corridoio a destra e a sinistra e ci hanno fatto venire qui a piazza Montecitorio. Siamo stati obbligati a venire qui. Per non parlare poi del viaggio che abbiamo fatto in treno nella notte: c'erano zecche, pulci e i poggiatesta erano luridi. Abbiamo viaggiato in condizioni disumane". "Vogliamo tornare a casa con qualcosa in mano - spiega il segretario provinciale della Cgil di Termini Imerese, Roberto Mastrosimone - la Fiat non deve andare via fino a che non ci saranno risposte e proposte valide per i 2.200 lavoratori tra Fiat e indotto".
 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

PalermoToday è in caricamento