Cronaca

Tutta Termini a fianco degli operai: “La Fiat non può andar via”

Operai, studenti, cittadini e sacerdoti in un lungo corteo, organizzato da Fim Fiom e Uilm, che ha preso il via da piazza Stazione per snodarsi le vie della cittadina. I commercianti hanno abbassato le saracinesche per solidarietà. Domani incontro decisivo a Roma

Un momento della manifestazione - foto Michele La Bua

E’ il giorno della mobilitazione generale a Termini Imerese. La città si è fermata al grido "La Fiat non può andare via", a sostegno della presenza produttiva industriale e dell'indotto, anche in vista dell'incontro programmato al Ministero per lo Sviluppo Economico domani 14 febbraio. Un lungo corteo, organizzato da Fim Fiom e Uilm, ha preso il via da piazza Stazione e si sta snodando per le vie della città. Alla manifestazione partecipano operai, studenti, cittadini e sacerdoti, anche loro in prima fila a sostegno della vertenza lavoro. Al passaggio dei manifestanti i commercianti, in segno di solidarietà abbassano le saracinesche.

Nei giorni scorsi con una lettera ai fedeli, i sacerdoti hanno chiamato a raccolta la comunità cittadina: "Vi chiediamo di partecipare e di far partecipare le persone che incontrerete, certi che il Signore non delude le speranze del popolo che lo invoca con fiducia. Abbiamo ascoltato i bisogni di donne e uomini delle nostre comunità, che ormai giunti allo stremo, danno segni evidenti e inquietanti di sofferenza, la quale in questi ultimi giorni è diventata sempre più ingovernabile".

I lavoratori dello stabilimento sono coperti dalla cassa integrazione fino a giugno ma dopo questo termine il loro destino è ancora incerto. In un comunicato si ricordano e si condividono anche le ragioni della protesta: "Il giorno dopo la manifestazione si svolgerà un incontro a Roma al ministero dello Sviluppo economico che potrebbe essere decisivo per la risoluzione della vicenda Fiat, madre del progressivo dissesto economico della nostra zona: ormai si è alla vigilia del licenziamento dei 1 mille e duecento operai”.

Al corteo partecipa anche il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e presidente dell’Anci Sicilia. “Nei giorni scorsi – ha detto Leoluca Orlando - ho sollecitato una più ampia attenzione sulla vertenza, ricevendo assicurazione dalla presidenza del consiglio dei ministri della presenza al tavolo tecnico di venerdì prossimo di un rappresentante di Palazzo Chigi a conferma del valore nazionale di questa vertenza che non può essere catalogata come una questione periferica o secondaria rispetto al quadro complessivo dello sviluppo industriale del Paese”.

Come presidente dell’Anci Sicilia, Leoluca Orlando insieme ad altri sindaci siciliani, venerdì 14 febbraio alle ore 13 incontrerà il prefetto di Palermo, Francesca Cannizzo alla quale “comunicherò – conclude Orlando - la posizione dei sindaci siciliani e in particolare di quelli dell’area direttamente interessati allo stabilimento Fiat e all’indotto. Sollecitando ancora una volta il governo nazionale a dare un contributo determinante alla risoluzione della vertenza”.

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